La Nuova Sardegna

Nuoro

Profughi in fuga cercano nel centro Sardegna il treno per la Germania

Non sapevano di essere su un'isola gli 11 migranti eritrei arrivati a Olzai dopo aver lasciato l'agriturismo di Neoneli che li ospitava. Il sindaco li ha ospitati nel vecchio ambulatorio. Volontari mobilitati per aiutarli

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OLZAI. Undici africani in fuga, nel cuore della Sardegna, convinti di poter trovare un treno che li avrebbe portati in Germania. Undici disperati in fuga dalla loro terra convinti di trovare l’Eldorado in Europa, ma che non hanno la minima idea di cosa sia la Sardegna e neppure immaginano che sia un’isola in mezzo al mare.

È successo sabato 4, nel pomeriggio, quando il sindaco di Olzai, Ester Satta, si è trovata davanti a undici eritrei, uomini, donne e due bambini, che vagavano nelle vie del paese, in pieno centro abitato. Immediata la mobilitazione, del primo cittadino ma anche della comunità tutta, associazioni e volontari in prima fila.

È bastato poco per scoprire che gli undici migranti persi nell’isola dei migranti (di ieri e di oggi) avevano lasciato l’agriturismo di Neoneli che li ospitava da appena qualche giorno.

Ester Satta ha subito allertato la prefettura di Nuoro, chiedendo che quei poveracci finiti chissà come e chissà perché a Olzai venissero riaccompagnati a Neoneli. Dopo una serie di comunicazioni e trattative andate avanti fino alle tre della notte, alla fine la sindaca ha dovuto alloggiare gli eritrei in una casa di Olzai, nel vecchio ambulatorio, dove si sono stesi per terra, all’addiaccio, mentre la prefettura ha assicurato il controllo della zona attraverso le forze dell’ordine.

La mattina di domenica 5, poi, poco prima delle 8, Satta è subito tornata dagli africani, per assicurarsi delle loro condizioni e accompagnarli al bar del paese per fargli fare colazione. Alle 11 è arrivato un mediatore culturale dell’agriturismo S'Erularju di Olzai, dove dal settembre 2014, sono ospitati una trentina di nigeriani, pakistani e bengalesi. Anche gli eritrei, con l’aiuto dei volontari di Olzai, sono stati portati a S'Erularju.

Nel pomeriggio, invece, sono stati riaccompagnati a Neoneli, sempre a bordo di auto messe generosamente a disposizione dagli olzaesi. I migranti hanno spiegato di essere arrivati a Olzai con l'idea di poter raggiungere una stazione ferroviaria che gli avrebbe aperto la strada per la Germania.

Una situazione davvero penosa. E davvero penosa è anche la situazione in cui si trovano Comuni sardi come Olzai lasciati soli dal Governo centrale e costretti ad anticipare fondi dal proprio bilancio. Il sindaco Ester Satta, inoltre, è persino tutrice di un bambino africano già ospite a S’Erularju. (l.p.)

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