San Bartolomeo ritrova il suo fascino
SILANUS. Stava cadendo a pezzi, e sarebbe caduta se il comune non avesse avviato un intervento di restauro che ha evitato il degrado della chiesa campestre di San Bartolomeo. Oltre a sistemare il...
SILANUS. Stava cadendo a pezzi, e sarebbe caduta se il comune non avesse avviato un intervento di restauro che ha evitato il degrado della chiesa campestre di San Bartolomeo. Oltre a sistemare il tetto, che ha consentito di eliminare le infiltrazioni d’acqua che erano una delle cause del dissesto, sono stati consolidati i muri e, in particolare, sono stati rimessi a nuovo i muristenes utilizzati dai fedeli e dagli obrieri durante il periodo della novena. I lavori, avviati la scorsa primavera, stanno per concludersi e il risultato va oltre le aspettative. Il degrado è stato cancellato. Si può dire che l’impresa che si è aggiudicata la gara d’appalto abbia fatto un ottimo lavoro. Il progetto è stato finanziato dal Gal Marghine con uno stanziamento di centomila euro. Parte della somma sarà utilizzata per realizzare alcuni lavori a Santa Sabina. L’intervento più impegnativo era quello attualmente in corso a San Bartolomeo, dove il tetto è stato smantellato e rifatto. I muristenes, non più praticabili perché il tetto stava cadendo e perché le pareti presentavano delle crepe profonde che facevano temere un crollo imminente, sono stati sistemati. Oltre a rifare il tetto, sono stati consolidati i muri e rifatto l’intonaco. In uno dei muristenes del lato desto è stato realizzato anche un bagno, che è stato dotato di acqua corrente. I rubinetti saranno alimentati dall’acqua del pozzo vicino attraverso una pompa e un impianto di autoclave. È anche prevista la realizzazione di un piccolo depuratore per il trattamento degli scarichi. Si sta anche procedendo a realizzare un nuovo impianto elettrico e a sostituire gli infissi. Nel corso dei lavori si inoltre è intervenuti sugli altri muristenes che non confinano con la chiesa. Si tratta di edifici con ambienti minimi che in passato accoglievano le famiglie che per voto si stabilivano nel santuario campestre per trascorrervi il periodo della novena e della festa. Fino a pochi mesi fa erano in condizioni tali che era pericoloso metterci piede. Anni di abbandono li avevano ridotti in uno stato tale da non poter essere utilizzati per accogliere i fedeli e le attività che si svolgono nel piccolo santuario nel mese di settembre. Il restauro della chiesa e degli altri edifici è stato realizzato senza alterarne l’aspetto originario. (t.g.t.)
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