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In Consiglio si discute di imposte sui rifiuti

di Mattia Sanna

ORGOSOLO. Il consiglio comunale discute di imposta sui rifiuti. Tarsu, Tares, Tari, Tasi sembra uno scioglilingua di sigle ed acronimi quello inaugurato dal Governo centrale da un po’ di tempo a...

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ORGOSOLO. Il consiglio comunale discute di imposta sui rifiuti. Tarsu, Tares, Tari, Tasi sembra uno scioglilingua di sigle ed acronimi quello inaugurato dal Governo centrale da un po’ di tempo a questa parte.

Tra rincari vertiginosi e utenze raddoppiate, i municipi devono fare i conti con il taglio dei trasferimenti, l’aumento dell’imposizione locale e le proteste sempre più forti dei cittadini, che si barcamenano per far quadrare i conti. A Orgosolo l’amministrazione uscente, confermata a seguito delle amministrative del 31 maggio scorso, nonostante abbia deciso di prorogare il sistema più vantaggioso della Tarsu anche nel 2015, si è dovuta adeguare presto e obbligatoriamente al neonato tributo, caricando, secondo quanto impongono le norme nazionali, tutti i costi necessariamente sulla popolazione, pur tentando, d’altra parte, di calmierare i prelievi e portando a zero Tasi e Irpef.

La popolazione, tuttavia, nel passaggio da un criterio di calcolo ad un altro, si è trovata di fronte a rincari consistenti. Un esborso insostenibile soprattutto per le attività commerciali, spremute dal carico fiscale. L’opposizione, dunque, ha chiesto al sindaco e alla maggioranza di rivedere, come previsto dalla legge finanziaria, i vari coefficienti da applicare per tipologia alle differenti realtà commerciali, in modo da spalmare il saldo più equamente tra tutti i contribuenti.

«Cogliamo con favore l’impegno circa creazione di una commissione ad hoc – spiega il rappresentante di “Orgosolo cambia” Mario Rubanu – che, a breve, si occuperà della definizione tecnica e regolamentare di tali aspetti». Da parte dell’esecutivo, quindi, è emersa una chiara apertura al confronto e al dibattito. «Non possiamo che essere favorevoli a qualsiasi soluzione utile, purché ovviamente sostenibile per i conti del comune, che agevoli i nostri cittadini ed eviti disparità e rincari eccessivi – commenta il sindaco Dionigi Deledda e prosegue – già nei cinque anni passati abbiamo dimostrato di non voler mettere le mani nelle tasche della gente, pur avendo risanato e tenuto in ordine le casse pubbliche».

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