«Il San Camillo non deve morire»
Appello alla Asl di Nuoro dei sindaci del Mandrolisai per l’ospedale di Sorgono
SORGONO. I sindaci chiedono soluzioni alla Asl di Nuoro per l'ospedale di Sorgono. E non intendono accontentarsi di promesse. Questo è l'esito del secondo incontro tra i sindaci del distretto sanitario di Sorgono, organizzato per affrontare la disastrosa situazione che sta vivendo il San Camillo di Sorgono e di conseguenza la sanità territoriale. Mentre la direzione aziendale dell'ASL di Nuoro, nell'ottica delle procedure messe in atto in ambito aziendale, al fine di garantire gli standard di sicurezza ha deciso di limitare temporaneamente, fino al 31 agosto, l'attività della sala operatoria del presidio ospedaliero San Camillo di Sorgono. In una nota però la Asl «assicura le consulenze chirurgiche nelle 24 ore, per il pronto soccorso, cinque sedute settimanali di endoscopia chirurgica, e l’ambulatorio chirurgico per cinque giorni a settimana, con i consueti orari». La soluzione poi arriverà con l'attivazione delle procedure di selezione per l'assunzione di medici chirurghi. Ma ai sindaci non basta: «Non è più tempo di divisioni – spiegano gli amministratori locali – ma è giunta l'ora di dimostrare a chi ritiene il nostro territorio marginale che si apre una stagione nuova, una stagione che vedrà un approccio fortemente unitario e motivato, con l'obiettivo di far cambiare idea a chi pensa di poter fare il bello e il cattivo tempo a discapito dei diritti dei cittadini». Un primo passo verso l'unità di tutte le forze territoriali è la formalizzazione di un «tavolo permanente per la sanità e i diritti dei cittadini», composto dai sindaci, dalle forze sindacali e dagli operatori del settore. Il tavolo, che avrà un ruolo centrale per condividere idee e progetti per la sanità, avrà soprattutto il compito di vigilare per tutelare i servizi territoriali e i diritti dei cittadini. «Partendo dal lavoro svolto in passato – concludono i sindaci – lavorando su un opportuno aggiornamento e sulle nuove necessità legate alle politiche aziendali sbagliate e inopportune per il territorio, elaboreremo un'idea pratica e concreta, che, una volta per tutte, evidenzi in modo chiaro quali sono le priorità e le esigenze della nostra zona in materia di servizi sanitari».
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