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Nuoro

Ottana, rilancio col riciclo della plastica

di Federico Sedda
Ottana, rilancio col riciclo della plastica

Il manager Paolo Clivati ha spiegato a grandi linee i dettagli dell’iniziativa. Il progetto potrebbe decollare entro fine anno

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OTTANA. Un investimento di 5 milioni di euro per l’occupazione, a regime, di una trentina di lavoratori che si occuperanno del riciclo e del riuso dei rifiuti della plastica. Il tutto da realizzare all’interno di un capannone di 20mila metri quadri (10mila dei quali saranno occupati della linee tecnologiche) dismesso e che sarà rimesso a nuovo all’interno dell’area industriale di Ottana. Impianti coperti e senza emissioni. Tempi di realizzazioni previsti, se le autorizzazioni arriveranno in tempo, poco più di sei mesi.

Il futuro di Ottana sembra essere nel riciclo della plastica. Che, stando alle prospettive di sviluppo emerse durante ill tavolo tecnico-politico che si è tenuto l’altro ieri presso l’assessorato regionale all’industria, dovrebbe affiancare la rinascita della chimica tradizionale del pet (plastica per bottiglie) di Ottana Polimeri. Eni permettendo.

A illustrare il progetto all’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras, e ai rappresentanti delle parti sociali, degli enti locali e del Consorzio industriale è stato lo stesso patron di Ottana Polimeri, Paolo Clivati. «Entro il 2015 – ha annunciato l’imprenditore lombardo – sarà avviata a Ottana un’attività per il riciclo della plastica. Il progetto prevede un investimento di 5 milioni di euro e l’impiego di almeno trenta lavoratori.

L’iniziativa al momento è ancora all’esame del Savi per il via libera legato alla sostenibilità ambientale. Se otterrà tempestivamente l’autorizzazione – ha concluso il patron di Ottana Polimeri e di Ottana Energia – il progetto potrebbe prendere corpo già prima della fine di quest’anno».

Ma a parlare dell’iniziativa, quasi chiedendo lumi sullo stato dell’arte, era stato, qualche settimana fa, l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, nell’ambito del sostegno alla strategia per il lancio a Ottana della chimica verde. «Al fianco della chimica verde – aveva sottolineato l’esponente della giunta Pigliaru – l’azienda aveva proposto a suo tempo una piattaforma per il riciclo e il riuso della plastica. Non so se sia ancora interessata a portare avanti quell’iniziativa».

La risposta è arrivata a stretto giro di posta e la conferma dell’interesse per il riuso della plastica è stata fatta, davanti al tavolo più rappresentativo per le sorti della chimica di Ottana, proprio dallo stesso manager Paolo Clivati. Che ha colto l’occasione per precisare meglio i contorni e le prospettive del progetto.

«L’iniziativa – ribadisce l’industriale – nasce dalla collaborazione con l’ex manager del gruppo Montefibre, Maurizio Lombardi, che ha ideato e sviluppato il progetto in cui Ottana Polimeri ha creduto, nella convinzione che non debba essere persa alcuna opportunità per creare nuova occupazione. Inizialmente – fa sapere Paolo Clivati – il progetto era stato pensato su Macomer, ma è stato poi ricollocato su Ottana vista la disponibilità del nuovo sindaco Franco Saba a fare ripartire un percorso di condivisione con l’industria verso nuove produzioni ambientalmente migliorative rispetto al passato».

Il progetto è anche condiviso appieno dalla multinazionale Indorama, socio di Clivati in Ottana Polimeri. «Indorama – sottolinea con soddisfazione l’imprenditore bergamasco – opera in questo settore con realtà quali Wellam, produttore leader di fibra poliestere da bottiglie di pet riciclate post consumo, il cosiddetto “rpet”, con una lavorazione annua di 2.2milioni di bottiglie post consumo tra Irlanda, Francia e Olanda. Un valore aggiunto all’iniziativa – conclude con malcelata soddisfazione Paolo Clivati – potrà anche essere creato dall’ipotesi di ripartenza dello stabilimento “pta” (acido tereftalico a monte del pet, ndr) con la possibilità di reinserire il materiale con riciclo chimico».

A Ottana, insomma, oltre alla rinascita della chimica tradizionale, si punta anche sul business del riciclo della plastica. Un percorso nuovo ancora tutto da scoprire, ma che dovrebbe garantire occupazione.

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