Trenino verde: la Regione tace
Disappunto degli operatori dopo l’occupazione simbolica
USSASSAI. Nonostante giovedì 9 abbiano effettuato una protesta, “occupando” in maniera simbolica la carrozza del trenino verde in viaggio verso Gairo Taquisara, gli operatori (agenzie, info point, ristoratori, guide ambientali e altri) della linea turistica Arbatax-Mandas non hanno ricevuto il benché minimo segnale dall’Arst e dalla Regione. Gli operatori hanno più volte rimarcato: «Oltre alle gravi carenze infrastrutturali, anche la gestione di quello che dovrebbe essere un servizio turistico d'eccellenza è completamente disorganizzata e slegata alle attività che sul treno hanno voluto scommettere». La protesta è stata fatta per la gravissima situazione in cui si trova la linea turistica tra le più belle al mondo. «Diciamo con tutta franchezza – hanno evidenziato gli operatori della linea ferroviaria Arbatax-Mandas – che la stagione del trenino verde è ormai compromessa, anche grazie al giochino della sospensione che l'Arst ha attuato a cinque giorni dall'inizio della stagione, per ottenere i fondi da parte della Regione. Ma che fine hanno fatto i sei milioni messi a disposizione della Regione per salvare la linea turistica? Qualcuno sussurra che siano tutti costi di gestione. Allora facciamo alcune considerazioni. Quali sono questi costi di gestione? Sono gli stipendi del personale che con o senza treno turistico vengono in ogni caso corrisposti? Sono i costi della pulizia dei treni che puntualmente non consentono di vedere oltre il finestrino? Sono i costi della promozione, ovvero sito del trenino verde e le brochure, che tra l'altro quest'anno non sono nemmeno stati ristampati? Qualcuno ce lo spieghi». (l.cu.)
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