Attentato incendiario contro un’impresa
Le fiamme appiccate a un escavatore di proprietà del padre dell’assessore Marco Cualbu
FONNI. Grave attentato a Fonni, dove nel cuore della notte sono stati incendiati alcuni mezzi e un deposito della ditta Cualbu. Una famiglia molto nota in paese e che ha tra le sue fila l’assessore comunale Marco Cualbu che si occupa delle Attività produttive. Nel cuore della notte è stato cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme un piccolo escavatore di proprietà della ditta di cui è titolare Michele Cualbu, noto imprenditore, padre dell’assessore. Il deposito è sui monti del paese, lungo la strada che conduce al Bruncuspina. Le fiamme sprigionate dal mezzo si sono immediatamente diffuse e hanno attaccato un trattore, estendendosi anche alla casupola-deposito, che ha subito danni seri.
Sul posto si sono immediatamente precipitati i vigili del fuoco di Nuoro, che hanno lottato a lungo contro le fiamme. Dopo qualche ora, il rogo è stato domato, lasciando un quadro desolante. La stima provvisoria dei danni parla di quasi 100mila euro non si sa se coperti da assicurazione. Sono intervenuti anche dei volontari che hanno collaborato alle operazioni di spegnimento e i carabinieri della locale stazione che hanno eseguito i rilievi.
I militari, assieme ai vigili del fuoco hanno rilevato tracce importanti che hanno consentito di stabilire la matrice dolosa del rogo. Immediata la solidarietà del paese a Michele Cualbu e al figlio Marco. La comunità fonnese ha condannato il gest,o che ha arrecato grave danno all'impresa, in un periodo di grande difficoltà. I Cualbu sono stati poi sentiti dalle forze dell'ordine. Sono persone conosciute e stimate che non hanno nemici. Gli inquirenti hanno inviato un dettagliato rapporto al procuratore di Nuoro, Andrea Garau, che conduce l’inchiesta assieme a un sostituto. Per ora viene esclusa la matrice politica. Marco Cualbu è molto benvoluto e in paese nessuno crede a un movente legato alla sua attività amministrativa. Nei prossimi giorni gli inquirenti sperano di trovare altri elementi per dar corpo ad altre ipotesi investigative, per ora celate dal segreto istruttorio.
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