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Nuoro

Macomer, arriva l’acqua per l’uso industriale

di Tito Giuseppe Tola
Macomer, arriva l’acqua per l’uso industriale

Si stanno completando i lavori dell’impianto per l’accumulo e la distribuzione Le aziende avranno una disponibilità di 5mila metri cubi a basso costo

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MACOMER. A fine anno le aziende di Tossilo potranno utilizzare l’acqua grezza per uso industriale prodotta dal sistema di depurazione consortile. Attualmente sono fornite da acqua di rete potabile che costa molto di più rispetto all’acqua grezza, la quale non è potabile dato che, per quanto trattata, proviene comunque dalle fogne. Sono in corso di esecuzione i lavori di incremento della capacità di accumulo e rilancio dell’acqua industriale prodotta dal depuratore di Macomer di proprietà del Consorzio Zir.

L’impianto che la tratta rendendola idonea per l’uso industriale è pronto da quattro anni. Si realizzano ora le opere necessarie per l’accumulo e la distribuzione dell’acqua. Nel mese di agosto 2011 il Consorzio ha completato i lavori di realizzazione della sezione di produzione acqua industriale che utilizza le acque trattate del depuratore le quali, attualmente, vengono scaricate in un ruscello che percorre le campagne della zona. Si tratta di un impianto di affinamento che filtra l’acqua trattata, la sottopone a un trattamento finale di ozonizzazione (interviene su ferro e manganese e distrugge i microrganismi patogeni) e produce acqua di ottima qualità, che vista la provenienza non è utilizzabile per bere o per preparare cibi e bevande, ma risponde perfettamente alle specifiche per il riutilizzo nei processi produttivi non alimentari. L’acqua grezza industriale è disponibile dal 2011, ma oltre alle autorizzazioni necessarie per erogarla, mancavano i sistemi di accumulo ed erogazione.

I lavori in corso ne faciliteranno la distribuzione alle aziende che ne faranno richiesta. Potranno utilizzarla le attività che nei processi di produzione fanno uso di grandi quantità d’acqua, a partire dalle aziende che lavorano la lana sucida, quella sporca appena tosata, per continuare con le aziende tessili, che però hanno chiuso battenti negli ultimi dieci anni. Se la Legler e il calzificio Queen avessero potuto disporre dell’acqua industriale, avrebbero potuto ridurre una delle diseconomine che hanno contribuito a collocare i prodotti fuori mercato.

I lavori in esecuzione consentiranno un accumulo di 5000 metri cubi d’acqua grezza. Sulla base del fabbisogno idrico delle aziende insediate nell’area industriale e considerando un possibile incremento delle richieste previste con l’ampliamento dell’agglomerato, il progetto prevede di rendere disponibile una dotazione idrica di 20 litri al secondo, pari a circa 2000 metri cubi al giorno. Il quantitativo annuo di acqua recuperata che può essere erogate alle utenze che operano nell’agglomerato è di 450.000 metri cubi. Se dovesse aumentare la richiesta si potrà arrivare 730.000 metri all’anno. L’importo complessivo dell’appalto è di 550 mila euro.

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