Mamoiada, nella notte in fiamme un’altra auto
Appartenente a un autista del Ctm di Cagliari, è la seconda in pochi giorni Ma le cause stavolta potrebbero essere legate a un fenomeno dovuto al caldo
MAMOIADA. Un’altra auto in fiamme si aggiunge al bilancio dei giorni scorsi. Il fatto si è verificato nella notte di venerdì, all’incirca verso le undici e trenta. L’ora insolita e la dinamica farebbero pensare tuttavia a un evento accidentale. La Ford Focus di Gesuino Gregu, mamoiadino, residente da diversi anni a Cagliari dove svolge la professione di autista dell’azienda trasporti, si è trasformata in una carcassa di ferraglia annerita dopo pochi istanti. Nonostante la figlia si sia accorta quasi immediatamente del fumo che proveniva dalla vettura, parcheggiata in via Trento, e nonostante l’immediato intervento di amici, vicini e successivamente dei vigili del fuoco, non c’è stato nulla da fare.
A deporre a favore della tesi del corto circuito sono alcuni aspetti importanti. Anzitutto, il fatto che l’utilitaria, immatricolata circa dieci anni fa, abbia percorso, nella giornata del 17, centinaia di chilometri a pieno carico, con il climatizzatore acceso per il troppo caldo, sostenendo dunque uno sforzo non da poco. In secondo luogo, i segni della combustione particolarmente evidenti in coincidenza della batteria escluderebbero che il rogo sia stato appiccato. D’altra parte, a meno che non si tratti di un piromane che agisce indiscriminatamente contro obiettivi scelti a caso, come si poteva pianificare un eventuale attentato a danno di Gesuino Gregu, senza sapere che la moglie sarebbe tornata proprio quel giorno, appena un’ora e mezza prima, trattandosi di una decisione presa all’ultimo momento?
Troppi particolari sembrano non combaciare e il quadro risente di diverse incongruenze, sulle quali dovranno indagare i carabinieri del paese barbaricino. Ciò detto, peraltro, si spera davvero si tratti di un episodio non doloso. Zizzinu, così è conosciuto da tutti l’autista mamoiadino, è persona stimata e ben voluta. Impegnato da tempo nell’associazione pro loco, si è costantemente speso per la sua comunità, promuovendo un’immagine positiva e rispettabile del suo paese. Gesti come questo, se realizzati con intento intimidatorio, lasciano tanto amaro in bocca, sconcerto e delusione, ai quali non si può non rispondere con un chiaro ed inequivocabile segnale di solidarietà, vicinanza ed affetto.
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