“Sos Enattos muore” A Lula nuovo appello della minoranza
LULA. Il sito di Sos Enattos che fa parte del Parco Geo-minerario Storico Ambientale della Sardegna sembra avviato verso una morte naturale. Eppure da parte dei minatori, dopo la serrata estrattiva,...
LULA. Il sito di Sos Enattos che fa parte del Parco Geo-minerario Storico Ambientale della Sardegna sembra avviato verso una morte naturale. Eppure da parte dei minatori, dopo la serrata estrattiva, avvenuta nel 1997, è stato effettuato un certosino lavoro di archeologia mineraria, risanando l’interno delle gallerie, tutte le pertinenze e allestendo il museo. Gli operai Igea, società che gestisce il comparto, stanno via via andando in pensione o in pre-pensionamento. Al lavoro sono rimaste sono poche unità. Il fatto in paese sta destando viva preoccupazione. Del problema si è fatto carico il gruppo di minoranza consiliare (Gavino Porcu, Elvira Calia, Pina Bandinu, Sergio Moro) con denuncia la gravità della situazione e chiede un incontro in merito, alla presenza dei commissari dell’Igea e Parco Geominerario.
«Seriamente preoccupati e concertati – scrive Elvira Calia – per lo stallo in cui versa il sito minerario di Sos Enattos, chiuso da tempo, chiedono al sindaco e agli amministratori di maggioranza un incontro per discutere della grave situazione che colpisce la comunità lulese, l’ìintero territorio facente parte del Parco geominerario Storico Ambientale e i numerosi estimatori e visitatori che, trovando il sito chiuso, sono costretti ad andar via e non tornare più e non poter godere di tanta bellezza».
Nel documento della minoranza si chiede inoltre che in un prossimo consiglio comunale si deliberi la richiesta di annullamento del concorso per titoli ed esami, finalizzato all’assunzione a tempo pieno indeterminato di personale «con diverse competenze professionali, secondo noi fortemente lesivo e escludente per la nostra realtà e, in particolare, per i nostri giovani, veri custodi del sito e di una bellissima storia millenaria in cui tutti ci riconosciamo».
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