Orgosolo, porte aperte all’arte in commissariato
Venticinque artisti barbaricini hanno donato una o più opere ciascuno alla polizia È nata una piccola collezione di pittura e scultura che si può visitare liberamente
ORGOSOLO. Con tutta probabilità neppure questa volta si formerà la fila davanti al commissariato, ma non si può negare che l’idea di un’esposizione permanente di opere d’arte negli uffici di via Rinascita abbia colto nel segno, suscitando la curiosità di orgolesi e non. Ne sono convinti i protagonisti di questa esperienza che scavalca ancora una volta un muro che un tempo relativamente lontano appariva invalicabile, il rapporto tra i cittadini di un ex paese del malessere e le forze dell’ordine. Parliamo di Teresa Podda, artista a tutto tondo, con una grande esperienza nel campo dei murales, e di Giampiero Putzu, da due anni dirigente del commissariato di Orgosolo dopo aver lavorato a Gavoi e Ottana. L’idea di allestire “Collezione in collaborazione”, e di raccogliere ed esporre i lavori di artisti di Orgosolo e Mamoiada (comune sul quale ha competenza lo stesso commissariato) è nata per celebrare il decennale di un altro incontro tra la comunità degli artisti orgolesi e la polizia, cioè la realizzazione a più mani di un murale proprio nella facciata del commissariato, così da rappresentare anche simbolicamente un elemento di continuità con i dipinti che abbelliscono i muri del paese e oggi sono alla base della sua notorietà.
Teresa Podda si è fatta carico di spargere la voce tra i colleghi artisti di Orgosolo, e li ha invitati a donare una o più opere ciascuno; Giampiero Putzu ha coinvolto pittori e scultori di Mamoiada e si è occupato dell’organizzazione dell’evento, compresa la pubblicazione di un catalogo realizzato con il contributo della Fondazione Banco di Sardegna. Pur trovandosi in presenza di una donazione, ogni opera è stata valutata (sulla base delle indicazioni degli autori) per diventare a tutti gli effetti un bene dello Stato (grazie alla collaborazione gratuita del notaio Alessandro Dessì). Al catalogo, che raccoglie immagini delle opere e una biografia degli artisti, hanno collaborato lo studio fotografico Kikinu e Giovanna Corraine con Serafina Tandeddu per la grafica e i testi.
Sono 25 in totale gli artisti di Orgosolo e Mamoiada che hanno aderito all’iniziativa. Tra loro ci sono nomi noti e meno noti, ma l’allestimento non fa alcuna distinzione. Non tutti abitano in Sardegna, come Francesco Del Casino, senese di nascita ma barbaricino d’adozione (ma da qualche anno è tornato nella sua città d’origine, Siena), il padre del muralismo orgolese. Un suo dipinto, omaggio ai giganti di Monti Prama, accoglie il visitatore proprio all’ingresso del commissariato, accanto a due ceramiche di Teresa Podda ispirate anche queste alle antiche statue di Cabras. L’esposizione prosegue nei corridoi del commissariato, dove troviamo una o più opere di Raimondo Bonamici, Pasquale Buesca, Marco Cadinu, Giovanni Canu, Pasquale Cioffi, Maria Corda, Sebastiano Corrias, Mirko Deiana, Graziella Devias, Luisa D’Oriano, Gianfranco Fistrale, Vincenzo Floris, Paolino Gungui, Ruggero Mameli, Carola Monni, Cosimo Mureddu, Nicolina Musina, Benedetto Rubanu, Daniela Salerno, Graziano Salerno, Lina Sanna e Giovanna Zoppeddu.
La mostra si può visitare dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.
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