Macomer, benedizione degli orti sociali
MACOMER. Gli orti sociali entrano in una dimensione reale e oggi, alle ore 18:00, saranno inaugurati con una festa preceduta dalla benedizione impartita da don Maurizio Demartis, vice parroco della...
MACOMER. Gli orti sociali entrano in una dimensione reale e oggi, alle ore 18:00, saranno inaugurati con una festa preceduta dalla benedizione impartita da don Maurizio Demartis, vice parroco della parrocchia Santa Famiglia di Nazareth alla quale teoricamente dovrebbe fare capo anche l’area ai piedi del monte Sant’Antonio dove il Comune ha individuato uno spazio che ha diviso in lotti e ripartito fra quanti ne hanno fatto richiesta con lo scopo di avviare una piccola coltivazione. Alla benedizione seguirà il saluto del sindaco, Antonio Succu, e un breve intervento dell’agronomo del comune Luigi Secci. Nel corso di un breve convegno si parlerà di orti e della loro importanza nella vita dei sardi con interventi di Daniela Masia, responsabile dell’ufficio per la lingua sarda. Maria Sitzia e Giovanni Meloni dell’Agenzia Agris, di Dora Soru dell’Ente foreste di Oristano, di Pasquale Marrosu di Laore parleranno di orticoltura, valorizzazione del monte Sant’Antonio e delle risorse delle aree montane. Dell’allevamento del baco da seta e della possibilità di introdurre la pratica a Macomer parlerà invece Piera Natali mentre Maurizio Fadda dell’Associazione Biosardinia parlerà di orti urbani e socialità. Seguirà una grigliata che servirà a stemperare l’impronta troppo seria del dibattito. Gli orti sociali di Macomer sono stati fortemente voluti dall’assessore ai servizi sociali, Rossana Ledda, con lo scopo di dare la possibilità a chi lo desidera ma non ha la terra per farlo, di coltivare un piccolo appezzamento terreno per produrre verdure per il fabbisogno proprio e della famiglia, ma anche con lo scopo di valorizzare ai fini sociali alcune aree di proprietà del comune che rimanevano inutilizzate. L’obiettivo di fondo resta però quello di creare un importante momento di aggregazione e di socialità. Quello che si è realizzato è un centro di aggregazione naturale che punta a venire incontro alle difficoltà delle famiglie incoraggiando il ritorno alla terra e creando momenti di aggregazione tra quanti coltiveranno i piccoli appezzamenti. (t.g.t.)
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