Una grande festa all’inaugurazione dei primi orti sociali
Macomer, le aree assegnate sono già entrate in produzione Benedizione di don Maurizio Demartis e taglio del nastro
MACOMER. In quaranta giorni hanno iniziato a produrre lattughe, zucchine e cetrioli. Sono ora in arrivo pomodori, fagiolini e sedano. Per i 19 assegnatari degli orti sociali nati per iniziativa del Comune in un’area a fianco alla mostra zootecnica del monte Sant’Antonio, il minestrone è assicurato. Per chi volesse pane e companatico, si sta pensando di mettere a dimora anche alberi da frutta che potrebbero iniziare a produrre già dall’anno prossimo. Agli orti sociali è interessata anche la Asl come attività riabilitativa per i pazienti del Centro di riabilitazione, del Serd e del Centro di salute mentali.
Gli orti sociali del Comune di Macomer sono stati inaugurati venerdì pomeriggio nel corso di una manifestazione che ha richiamato più gente di una sagra campestre. Dopo la benedizione degli orti, officiata da don Maurizio Demartis, vice parroco della Santa Famiglia di Nazareth, c’è stato il taglio del nastro che ha inaugurato il progetto dei servizi sociali del Comune. È seguito un breve convegno durante il quale Agris, Laore ed Ente Foreste hanno parlato della possibilità di valorizzare il monte Sant’Antonio ai fini agricoli. La serata di è conclusa con una grande grigliata, un momento di grande richiamo, forse più di quanto non lo sia il ritorno alla terra ispirato dagli orti del comune. Il progetto degli orti sociali è nato per iniziativa dell’assessore Rossana Ledda ed è stato realizzato a costo zero grazie alla collaborazione degli enti regionali che operano nel campo dell’agricoltura e delle foreste. Sono stati realizzati su un terreno incolto a fianco alla mostra zootecnica, che è stato ripulito da rovi e pietre e ripartito in lotti di diversa estensione con una superficie media di 400 metri quadri, quanto basta per produrre le verdure che consuma una famiglia in un anno e anche di più. I lotti disponibili erano 23 e ne sono stati assegnati 19. Quattro sono ancora nella disponibilità del comune. «Presto – ha detto l’assessore ai servizi sociali Rossana Ledda – pubblicheremo un bando per assegnarli. Abbiamo già diverse richieste che arrivano soprattutto dai giovani. Questo ci fa piacere. Affidiamo questi terreni cercando di coinvolgere i giovani con lo scopo di formare le nuove generazioni elle buone pratiche agricole e di fare sperimentazione. L’obiettivo è anche quello di far nascere nei giovani una condotta imprenditoriale agricola. Quelli che abbiamo realizzato non sono i soliti orti urbani, ma orti creati in uno spazio incontaminato che hanno un supporto, quello dell’assistenza e della formazione delle agenzie dell’agricoltura». Gli assegnatari sono soddisfatti e mostrano con orgoglio i primi prodotti dell’orto che hanno iniziato a raccogliere dopo quaranta giorni di lavoro. L’intenzione è di ampliare il terreno e di aumentare il numero dei lotti da assegnare. L’elemento fondamentale, l’acqua senza la quale non sarebbe possibile fare nulla, non manca. «È una terra grassa e molto fertile – ha detto uno degli assegnatari – e stiamo vedendo i primi risultati». Per vederli basta percorrere il sentiero a fianco ai lotti che si presentano con un rigoglio di verdure estive. A breve si pianteranno i cavoli, poi sarà la volta di fave e piselli e infine le patate.
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