La Nuova Sardegna

Nuoro

Bimbo morto a caccia, 2 anni al cacciatore

Chiusa con una condanna la vicenda giudiziaria legata alla tragica battuta al cinghiale del 2012

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NUORO. E alla fine, dentro l’aula, non sono mancate nemmeno le lacrime. E il profondo dolore di chi, come Francesco Paletta, carabiniere in pensione, per una tragica domenica di caccia, è finito sul banco degli imputati con l’accusa di aver ucciso, durante una battuta al cinghiale, Andrea Cadinu, il figlio di 12 anni di un suo compagno nell’arte venatoria. «Non ho visto il bambino – aveva spiegato – io ho esploso il colpo verso il cinghiale». Per il gup Claudizio Cozzella che lo ha giudicato con il rito abbreviato, come richiesto dal suo avvocato, Francesco Lai, per quella morte Francesco Paletta merita una condanna a due anni. Così ha stabilito ieri leggendo il dispositivo della sentenza. Sei mesi in meno, tuttavia, di quanti ne aveva chiesto la pubblica accusa con il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli.

Ma ieri mattina, anche se non erano presenti fisicamente in aula, nella ricostruzione della morte del piccolo nuoreese Andrea, si è avvertita forte anche il dolore, finora sempre molto dignitoso e discreto, della famiglia del bambino.

La tragedia era avvenuta al termine di una giornata di caccia come tante, trascorsa tra amici. Quel giorno, nel novembre del 2012, anche il piccolo Andrea Cadinu, era voluto andare a caccia insieme al papà, a un fratello, e ai loro compagni abituali di battuta.

Sembrava una giornata come tante, trascorsa in mezzo alla compagnia di caccia ma sul finale della battuta, purtroppo, era arrivata la tragedia. Il bambino era stato ucciso da una fucilata esplosa verso un cinghiale ma che aveva purtroppo raggiunto lui. Il fucile che aveva esploso quel colpo era imbracciato, per l’appunto, da Francesco Paletta che in seguito era stato indagato per omicidio colposo ma anche per utilizzo di munizionamento non consentito.

Il suo avvocato, Francesco Lai, nel corso della sua arringa, ieri ha ripercorso le fasi concitate del tragico incidente e ha messo in evidenza come il suo assistito non avesse alcuna colpa. Il pm Bocciarelli, dal canto suo, ha evidenziato invece gli errori commessi da Paletta nella gestione dell’arma e nella valutazione del rischio di colpire qualcuno che non fosse un cinghiale. Nella vicenda sono intervenute anche diverse associazioni animaliste. (v.g.)

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