«Voglio sapere che fine ha fatto Irene»
Appello dell’anziana madre della Cristinzio a due anni dalla misteriosa scomparsa dell’insegnante
OROSEI. «Chiedo in ginocchio di sapere qualcosa, anche se fosse tragica, ma prima di morire devo sapere che fine ha fatto mia figlia Irene». L’accorato appello è di Giuseppina Cristinzio, l’anziana madre della donna scomparsa in circostanze misteriose il 6 luglio 2013 mentre stava rientrando a casa, a Orosei. Un appello che arriva da Monteroduno, in provincia di Isernia, nel Molise, dove Giuseppina Cristinzio, ormai 85enne, trascorre le sue giornate ad aspettare quella chimata che però non è mai arrivata. E in questi giorni il dolore è ancora più forte visto che il 30 luglio del 1972, la sua amata foglia Irene si era sposata con il commercialista oroseino Antonio Nanni, nella chiesa parrocchiale del paese molisano.
Le parole dell’anziana mamma, distrutta dal dolore per la scomparsa di quella figlia per la quale prega ogni giorno, a 43 anni dal giorno del suo matrimonio, sono state affidate al figlio e fratello di Irene, Michele Cristinzio che in diverse occasioni ha fatto sentire la sua voce sulla misteriosa scomparsa della sorella.
Mistero che, secondo Michele Cristinzio, che è anche collaboratore di un giornale locale, potrebbe avere meno segreti se si cercasse con una maggiore attenzione sia nei pozzi non censiti, sia in alcuni ambienti già segnalati alla forze dell’ordine. «Tutte cose che naturalmente – ha precisato – abbiamo già messo nero su bianco con una circostanziata denuncia».
L’appello della mamma di Irene, la cui scomparsa risale al 6 luglio 2013, fa eco a quello del figlio Salvatore Nanni, lanciato il 10 luglio nel programma televisivo «Segreti e delitti» su Canale 5. «Sono due anni che cerchiamo nostra mamma e combattiamo per avere risposte. E siamo ancora come se fosse il primo giorno, siamo fermi a un momento di buio assoluto. Chiedo che le ricerche continuino, che non si abbandoni nessuna pista e che, impiegando tutte le tecnologie più recenti e moderne, come i droni, vengano setacciati i luoghi più impervi e i pozzi finora non controllati. La nostra ipotesi è che ci possa essere stato uno scambio di persona e, a seguito di un sequestro sbagliato, riteniamo che mia mamma possa essere stata uccisa – aveva concluso Salvatore Nanni in tv –. Siamo pronti a qualsiasi verità, anche se dolorosa».
Appello al quale si è unito Michele Cristinzio «anche se resto molto perplesso sulla possibilità di uno scambio di persona: si sarebbe già risolto. Invece dico che la ricerca va concentrata su quanto denunciato da noi molisani, che non riguarda certo il marito e i figli di Irene. Mia mamma è stata l’ultima depositaria di confidenze di Irene , nessuno più di lei può sapere quello che mia sorella aveva nel cuore – ha concluso Michele Cristinzio –. Lei ha raccolto confidenze intime, perché telefonicamente si sentivano almeno cinque volte al giorno. Telefonate che si erano intensificate negli ultimi 10 giorni prima della scomparsa. Nonostante i suoi 85 anni ipotizza qualche stranezza. Con lei parlava delle traversie della vita e in particolare di uno strappo con una persona, l’unica con la quale non andava d’accordo. Indagate».
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