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Nuoro

Abusi edilizi a Siniscola

Richiesta di rinvio a giudizio per il sindaco

SINISCOLA. Il pubblico ministero del tribunale di Nuoro, Andrea Vacca, ha chiesto al giudice delle indagini preliminari di rinviare a giudizio il sindaco di Siniscola, Rocco Celentano, 68 anni, e il...

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SINISCOLA. Il pubblico ministero del tribunale di Nuoro, Andrea Vacca, ha chiesto al giudice delle indagini preliminari di rinviare a giudizio il sindaco di Siniscola, Rocco Celentano, 68 anni, e il responsabile comunale del settore Pianificazione urbanistica e Gestione del territorio, Piero Scanu. I due dovranno comparire davanti al gip il 29 ottobre. La richiesta del magistrato della procura della Repubblica di Nuoro è arrivata alla fine di un’inchiesta su una vicenda di abusi edilizi e demolizioni non eseguite, che aveva preso il via nel 2012.

Il sindaco e il tecnico comunale sono stati iscritti nel registro degli indagati per avere «in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, arrecato ingiusto vantaggio a un abitante della Caletta omettendo di far eseguire due diverse sentenze di demolizione, una riguardante una mansarda abusiva in via Nazario Sauro, l’altra relativa a un immobile agricolo edificato nella campagne del paese».

Il pubblico ministero ha inviato nei giorni scorsi al giudice per le udienze preliminari la richiesta di rinvio a giudizio per Celentano e Scanum difesi dagli avvocati Basilio Brodu e Marcello Mereu, configurando i reati di abuso d’ufficio (art. 323 del codice penale) in concorso tra loro (art. 110).

Nel 2012, in seguito ad un esposto relativo a una diatriba che vede coinvolte da tempo due famiglie imparentate tra loro, gli agenti della Forestale di Siniscola, accertarono la mancata esecuzione di un’ordinanza di demolizione di una mansarda. Fatto che avrebbe procurato al proprietario e al possessore dell’immobile un ingiusto vantaggio consistito nell’assenza di una trascrizione della titolarità dell’immobile in capo al Comune e l’illegittima prosecuzione del possesso.

L’altra vicenda riguarda invece la mancata demolizione di un capannone agricolo adibito a laboratorio artigianale, tramite un illegittimo cambio di destinazione d’uso. Il proprietario del manufatto è stato condannato per l’abuso, ma anche se sull’immobile concesso in affitto ad altre persone, pendeva una sentenza di demolizione, questa non è mai stata eseguita. Le indagini sono state svolte dalla Forestale insieme agli agenti della squadra di polizia giudiziaria della Procura.

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