La Nuova Sardegna

Nuoro

tra fede e folclore

Tutto pronto per “Su Serbadore”, la festa più antica

Tutto pronto per “Su Serbadore”, la festa più antica

NUORO. Si celebra domani “La festa de Su Serbadore” una delle più antiche della città. Il programma religioso si aprirà alle 7.30 con la messa celebrata dal parroco di Nostra Signora del Rosario, don...

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Si celebra domani “La festa de Su Serbadore” una delle più antiche della città. Il programma religioso si aprirà alle 7.30 con la messa celebrata dal parroco di Nostra Signora del Rosario, don Totoni Cossu. La messa solenne sarà invece celebrata alle 19 dal vescovo Mosè Marcia e animata dal Coro Grazia Deledda. Al termine della funzione religiosa (ore 19.45) prenderà il via la processione nei quartieri Corte ’e susu e Santu Predu, con la statua del SS. Salvatore portata in spalle dai coristi in costume tradizionale. Alle 20.30 festa in piazza con i gruppi folk: Ballade Ballade Bois, Tenore Santu Nasciu di Oliena, Gruppo Folk Nugoresas, Gruppo mini Folk Bustiani Satta e Tenore Grazia Deledda.

Una nota del presidente pro tempore dell’Associazione culturale Coro Grazia Deledda ricostruisce la storia della festa, la più importante ai tempi di Grazia Deledda. «Lo storico monsignor Ottorino Alberti – si legge nella nota – così ricordava in un suo saggio quella che per ben cinque secoli è stata la sagra più importante della città, soppressa agli inizi del fascismo nel 1926: «Ai tempi della Deledda la festa grande era quella di Su Serbadore al quale era dedicata un’antica chiesetta alla periferia del paese. In questa occasione affluiva a Nuoro una grande folla anche dal paesi vicini, non solo per le funzioni religiose, ma anche per assistere o partecipare alla corsa di cavalli, che vedeva impegnati i migliori fantini della regione». Le origini della ricorrenza sono tuttora sconosciute, di certo si sa che la Chiesa del SS. Salvatore risale al 1400.Entrò in crisi durante la prima guerra mondiale: per difficoltà nel trovare i soldi, i nuoresi celebrarono in sordina la ricorrenza. Nel frattempo però si iniziò a rendere omaggio a N.S. Gesù Cristo nella effige del Redentore, che pian piano soppiantò la più antica e celebrata festa. Negli anni ’70 e fino ai primi anni ’90 ci fu un risveglio, grazie all’ intraprendenza del compianto Bobore Nuvoli, con il Gruppo Folk Sos Canarjos. Dal 1993 per 18 anni si tenne unicamente la festa religiosa, fino a quando nel 2011 – conclude – venne riproposta anche la festa civile grazie all’ impegno dell’Associazione Culturale Coro Grazia Deledda, recentemente supportata anche dalla sezione del Canto a Tenore».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative