Sì allo slaccio per le utenze morose
Il Tribunale dà ragione ad Abbanoa. Il cliente non pagava da 8 anni
NUORO. Per otto anni non ha pagato neanche una bolletta dell’acqua: diecimila euro il debito accumulato nei confronti di Abbanoa. Nonostante ciò un utente ha chiesto al giudice civile del Tribunale di Nuoro, con un procedimento d’urgenza, di condannare il gestore a riallacciare l’utenza in pendenza del giudizio di merito. Il giudice, però, gli ha dato torto e, anzi, lo ha condannato a pagare le spese processuali, mille e 500 euro.
Ecco la storia. Un nuorese per otto anni non ha pagato le bollette dell’acqua delle sue tre residenze estive, a Budoni. E questo nonostante Abbanoa le avesse notificate regolarmente. Dopo numerosi solleciti e avvisi, Abbanoa il 4 giugno scorso ha chiuso definitivamente i rubinetti delle tre case. Un affronto per il proprietario che si è rivolto immediatamente all’Adiconsum per attivare la procedura di conciliazione e trovare una soluzione. La procedura di mediazione, infatti, comporta la sospensione dello slaccio. Questo, ovviamente, se viene richiesta nei tempi dovuti e non nell’imminenza dello slaccio, per bloccarlo strumentalmente. Proprio com’è avvenuto in questo caso. Anzi, il signore di Nuoro è andato oltre. Il giudice, infatti, nel rigettare il ricorso d’urgenza, ha motivato la sua decisione sottolineando che «lo slaccio è avvenuto il 4 giugno mentre la procedura di conciliazione è stata instaurata l’11 giugno», quindi addirittura una settimana dopo.
Il ricorrente ha poi cercato di addossare la responsabilità dei mancati pagamenti per circa 10 mila euro all’inerzia del gestore. E anche in questo caso il giudice gli ha dato torto: Abbanoa infatti ha dimostrato in giudizio di aver regolarmene notificato le bollette e i preavvisi di sospensione e distacco delle utenze.
L’ultima lamentela era relativa alla errata applicazione della tariffa. Abbanoa, infatti, secondo il riccorente avrebbe errato nel calcolare i consumi sull base della tariffa per i non residenti, perché lui non era residente a Nuoro, ma a Budoni. Purtroppo non era vero: il signore infattiavrebbe trasferito la sua residenza a Budoni solo il 5 giugno e cioè il giorno dopo lo slaccio. «Uno slaccio legittimo», ha sentenziato il giudice.
Ancora una volta quindi il tribunale di Nuoro riconosce ad Abbanoa «la facoltà di sospendere l’esecuzione della prestazione quando sussista un evidente pericolo di non ricevere la controprestazione», ossia il pagamento della bolletta.
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