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Premio di poesia a Tetta Becciu e Antonio Sannia

Premio di poesia a Tetta Becciu e Antonio Sannia

I due vincitori del concorso si sono aggiudicati il trofeo modellato da Mimmo Bove

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POSADA. Una giornata dedicata interamente alla poesia quella che si svolgerà domani a Posada con l’epilogo della XXXIV edizione del premio che calamita l’attenzione di tutti gli appassionati isolani. Il comitato organizzatore, ha invitato tutti i partecipanti e i loro familiari al pranzo che si svolgerà nel santuario campestre di San Michele mentre in serata, l’attenzione si sposterà sul palco allestito in piazza Belvedere con la declamazione dei poemi e la premiazione dei vincitori. Ad aggiudicarsi il trofeo modellato da Mimmo Bove, saranno quest’anno Antonio Sannia di Bortigali e Tetta Becciu di Ozieri. La giuria riunitasi il 21 giugno scorso ha redatto la graduatoria di merito tra i tanti componimenti giunti anche quest’anno. Nella sezione poesia rimata, il primo premio e il trofeo, vanno ad Antonio Sannia che ha presentato “Liera Cherzo”. Al secondo posto Antonio Brundu di Orani con “Un’iscutta ‘e lucore”, terzo Augusto Flaminio Piras di Suni con “Vela bandulera”. Due le menzioni, assegnate a Luigi Angeli di Palau (Tinnidas ammutinadas) e Bachisio Goddi di Orune (Non b’at prus tempu). Cinque invece le segnalazioni andate a Giovanni Chessa di Torpè (Che lepios alinos de frittu), Salvatore Ladu di Mamoiada (Issu est mare), Salvatore Murgia di Macomer (Duos d’ennarzu-bolad’achelu), Antonio Maria Pinna di Pozzomaggiore (In s’altare ‘e s’amore), Giovanni Pira di Orgosolo per Ne muzere ne mama. Nella sezione poesia a verso sciolto, primo premio e trofeo, vanno invece all’Ozierese Tetta Becciu con “Alabànsas a unu massaju antigu”, seconda Mariatina Biggio di Calasetta con “Invernu au mè paize”, terzo un altro isolano Domenico Battaglia di La Maddalena con “Solitudini”. Anche in questa sezione tante menzioni ben sette, andate a Antonello Bazzu di Sassari (No ap’apidu s’atza), Giovanni Bellisai di Selargius (Ospitalidadi), Eliano Cau di Sorgono (Una nue ‘e orrosasa), Sandro Chiappori di Cagliari (Buidu parit su tempus), Salvatore Marceddu di Oniferi (Carignos del luna), Giancarlo Secci di Nurri (Noti de austu) e infine Giuseppe Tirotto di Castelsardo (La murichessa). (s.s.)

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