«Perché non si aprono i box di via Convento?»
L’ex assessore alle Attività produttive Guccini sollecita la consegna delle casette ai commercianti
NUORO. Assegnati dalla passata amministrazione comunale ma non ancora aperti dalla nuova. Sono i dodici box di via Convento, le dodici “casette” destinate ad altrettanti operatori commerciali. Che ad oggi, però, non hanno ancora in mano le chiavi per poter dare il via alle loro attività. Lo segnala l’ex assessore alle Attività produttive Francesco Guccini, che quei box li aveva assegnati attraverso un bando. E che ora si chiede cosa stia aspettando la nuova amministrazione comunale a dare gambe al progetto. «Non occorre fretta e non serve metterne – dice Guccini –. La nuova amministrazione deve avere il tempo di lavorare. Ma alcuni “treni” passano veloci, e bisogna prenderli. Quello dei box di via Convento, eterna opera da assegnarsi, è uno di quelli. Alcuni di coloro che si trovano in graduatoria, mi dicono che, dall’ufficio preposto, avrebbero fatto sapere che, in assenza degli opportuni collaudi, dell’assegnazione, forse, se ne parlerà a dicembre... Vorrei dire a chi dovrebbe occuparsene, nell’ intendimento di agevolarne il compito, un paio di cose. La prima. Il collaudo, già predisposto e finanziato, ha un costo stimato di circa, cinquemila euro. Premesso che, prima della scadenza del mandato, avevo già individuato, insieme al funzionario del bilancio, il capitolo dal quale attingere la somma, pure volendo agire diversamente, ovvero senza alcun esborso diretto, basterebbe introitare i primi sei mesi di canone di locazione dai commercianti (da darsi immediatamente, come da bando, a titolo di cauzione) e spenderli per i collaudi. La seconda – prosegue Guccini –. I collaudi restano una formalità e nulla più. Questa lungaggine burocratica, non può inficiare il lavoro svolto per assegnarli. Di questo passo, infatti, coloro che hanno opzionato le strutture, cercheranno altre soluzioni. E siccome è stato difficile assegnarli, cioè stabilire tariffe vantaggiose per Comune e privati, vorrei evitare che tutto lo sforzo fatto andasse perduto. Poi potremmo discutere a lungo sull’opportunità di quei box, sul loro posizionamento e sul costo. Ma con una premessa che vale anche per i nuovi amministratori e che, certamente, non può essere accampata come scusa da nessuno. Chiunque amministri, non trova mai tutto come lo vorrebbe e deve perciò fare di necessità virtù. Personalmente non avrei voluto gestire alcune cose che ho avuto in dote. Ma non si può soltanto costruire, e in qualche caso, questo ad esempio, occorre riparare. E per la città, per i commercianti e per dovere, abbiamo trovato una soluzione. Ora che è lì, a un passo –conclude l’ex assessore – vediamo di non ritornare al punto di partenza. In molti, in quelle strutture hanno riposto speranze». (t.s.)
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