«Era buio, non ho visto il pedone»
L’investitore di Gianni Orani interrogato dal gip: «Tragica fatalità»
NUORO. «È stata una tragica fatalità, la strada era buia e non ho visto il pedone». Si è difeso così Francesco Serra, il 49enne originario di Siniscola ma residente da lungo tempo ad Avellino, durante l'interrogatorio di garanzia che si è svolto ieri mattina in tribunale a Nuoro, davanti al giudice delle indagini preliminari, Mauro Pusceddu.
Domenica notte, Francesco Serra, un finanziere in vacanza a Siniscola, ha investito e ucciso sul ponticello della 125 che collega Capo Comino al villaggio di S’ena e sa chita, Gianni Orani, un disabile nuorese di 52 anni. In un primo momento l’investitore si era fermato, ma poi si era allontanato all’improvviso, forse in preda al panico dopo aver saputo che Orani era morto. I carabinieri però l’avevano individuato subito attraverso la targa dell’auto. E qualche ora dopo, l’uomo si era presentato spontaneamente nella caserma dei carabinieri di Siniscola. Per Serra era immediatamente scattata la misura degli arresti domiciliari con l'accusa di omicidio colposo e guida in stato di ebrezza alcolica. Ieri Francesco Serra, assistito dall’avvocato Michele Mannironi, è stato interrogato dal giudice che si è riservato di confermare gli arresti domiciliari o optare per un’altra misura.
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