Un museo del vino nel rione spagnolo di Santa Maria
Oliena, la giunta ha approvato il progetto esecutivo Presto i lavori di recupero delle antiche abitazioni
OLIENA. Nasce il museo del vino. La giunta approva il progetto esecutivo, firmato dai tecnici Graziano Chironi e Gian Luca Congiu, relativo all’esposizione, che dovrebbe sorgere nel cosiddetto quartiere spagnolo, a pochi passi dalla chiesa pisana di Santa Maria. La denominazione del complesso, ereditata dal passato, si deve agli influssi della dominazione iberica sull’isola, che certamente hanno lasciato tracce anche nel borgo barbaricino e, in particolare, nei metodi costruttivi e nell’architettura locale.
I nuclei familiari, che hanno abitato questo caratteristico agglomerato di abitazioni, condividevano il forno per il pane, la stalla, il cortile. Vivevano sostanzialmente gran parte della vita domestica insieme, trascorrendo tempo e momenti importantissimi della quotidianità, attività e svaghi. L’amministrazione olianese ha, dunque, pensato di riportare all’antico splendore tale spazio, riqualificandolo e valorizzandolo, attraverso una serie di interventi, che consentano una fruizione pubblica. A questo scopo, un apposito finanziamento regionale ha previsto la destinazione di quasi 480mila euro, finalizzati all’acquisizione, al recupero e alla salvaguardia del rione.
I lavori andranno, d’altra parte, ad integrarsi con il progetto pilota, denominato “Terre dei grandi vini della Sardegna”, al quale aderiscono diversi paesi dell’isola. Il risultato della sistemazione sarà, quindi, un museo enologico, all’interno del quale sorgeranno varie sale d’assaggio. Il comparto, sorto in una delle zone più antiche del borgo barbaricino, rappresenta una autorevole testimonianza della tipologia costruttiva “a corte”. Al proprio interno le case racchiudono un cortile, al quale si accede da un unico ingresso. Le opere inserite nel progetto prevedono la ripulitura dalle macerie e dai detriti di tutte quelle parti riutilizzabili ai fini del restauro. In secondo luogo, verranno consolidate le strutture portanti, verificando la presenza di eventuali lesioni, sulle quali saranno installate barriere metalliche, chiodature armate e iniezioni di malta. Ancora, si procederà alla ricostruzione dei soffitti e delle coperture di tipo tradizionale, costruite con travi di ginepro. L’obiettivo è quello di dare agli ambienti esterni ed interni un aspetto rinnovato ma particolarmente rispettoso dell’originale.
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