«Università mediterranea, non solo nuorese»
Angelo Rojch propone il superamento dei conflitti su Consorzio e Fondazione e un’apertura al Qatar
NUORO. «L’università deve diventare la vera sfida di Nuoro, l’idea forte di tutta la politica nuorese, cosi come sostiene da sempre il consigliere regionale Roberto Deriu. Una battaglia durata 20 anni e che riuscimmo a far approvare in Parlamento nonostante i tanti ostacoli incontrati». Con queste parole, ritorna sulla scena politica nuorese, dopo un lungo periodo di silenzio, l’ex deputato ed ex presidente della Regione, Antonio Rojch. Non poteva esimersi, anche perché quella dell’ateneo nuorese era stata una delle sue idee illuminate per far uscire il territorio dall’isolamento.
«Con il sostegno del deputato socialista Giovanni Nonne e dell’allora sindaco Simonetta Murru eravamo riusciti a portare avanti il progetto – ha ricordato Angelo Roich, dal suo ritiro estivo di Orosei –. L’attuale vivace confronto fra la giunta Soddu e autorevoli esponenti del Partito democratico potrebbe rivelarsi positivo se lo strumento Consorzio o Fondazione venisse visto al di fuori delle logiche di potere e inserito in un progetto che ridisegni in modo organico, nel quadro del malessere delle zone interne, il futuro dell’università come motore nella sfida della globalizzazione. Ma la polemica sulla gestione dell’Università da affidare a un Consorzio o a una Fondazione, dev’essere superata nell’interesse generale di Nuoro».
Secondo Rojch, l’Università nella sua struttura attuale è destinata a vivacchiare in attesa dei contributi della Regione e quindi resta ingovernabile. «È necessaria una verifica su quale sia lo strumento più funzionale per attrarre risorse, anche internazionali – ha aggiunto l’ex deputato democristiano –. La Fondazione dovrà essere capitalizzata e quindi, in assenza di fondi, l’unico strumento possibile rimane il Consorzio. E comunque, il futuro dell’Università nuorese non può essere affidato solo alla Regione».
In campagna elettorale, l’Università era stata al centro del dibattito e tutti candidati sindaci avevano una loro idea. «Ora quelle idee dovrebbero essere racchiuse in una proposta innovativa che coinvolga tutto il Nuorese e le zone interne – ha sottolineato Angelo Rojch –. Credo che si debba pensare a un progetto sardo-mediterraneo. Perchè Nuoro non è una città qualunque, è una città che ha lasciato una profonda traccia nella cultura sarda. Perché non proporre il progetto Università a tutti i Paesi del Mediterraneo? Perché non aprire un rapporto con il Qatar, impegnato a realizzare un ospedale sardo-mediterraneo a Olbia e anche altri investimenti compresi quelli sportivi? Giorgio La Pira, nella sala consiliare della Provincia, aveva profeticamente aperto Nuoro al Mediterraneo ricordando che l’isola è il crocevia tra l’Europa e il Mediterraneo – ha concluso il politico nuorese –. E quindi, partendo dalla governance attuale dell’università, occorre costruirne una nuova di respiro internazionale in cui la Regione e il comune di Nuoro, insieme ai comuni delle zone interne, si attivino per coinvolgere i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. E così quella nuorese non sarà più un atemeo-cenerentola, ma un vero motore di sviluppo, di civiltà e di cultura del territorio, simbolo del ruolo della Sardegna e crocevia tra Europa e Mediterraneo». (plp)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
