La Nuova Sardegna

Nuoro

L’opposizione

Il Pd, irritato, esce dall’aula: «Critiche ingenerose»

di Francesco Pirisi

NUORO. Al primo atto politico il Consiglio esplode. Forse come non era successo neppure nei cinque anni della gestione Bianchi. Il pomo del contendere è il consuntivo 2014, che si porta appresso il...

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NUORO. Al primo atto politico il Consiglio esplode. Forse come non era successo neppure nei cinque anni della gestione Bianchi. Il pomo del contendere è il consuntivo 2014, che si porta appresso il fardello di 23 milioni di esposizione, in parte tuttavia destinata a rientrare non appena dai vari ministeri arriveranno somme di competenza e nei ruoli delle tasse locali si ridurrà la voce dei “morosi”. L’amministrazione civica con l’assessore al Bilancio Lina Denti chiede all’assemblea un’approvazione tecnica, senza pretendere che lo si sposi sul merito, scelta dalla quale è lontana la stessa maggioranza del sindaco Andrea Soddu. «In questo modo evitiamo l’intervento del commissario e la dichiarazione di pre-dissesto, che si porterebbe dietro l’obbligo di trovare maggiori risorse, con aggravio della tassazione per i cittadini», questo il consiglio dell’assessore. Per rendere meno amara la pillola alla variegata opposizione, anche la comunicazione che «il via libera al documento contabile sbloccherà una prima tranche di trasferimenti del ministero dell’Interno». Ma non basta. Da parte di Denti, con la conferma del sindaco, anche la garanzia che «per le annate successive il bilancio scaturirà dal confronto tra le parti». Il metodo è apprezzabile, oltre che nuovo, almeno nella Nuoro del terzo millennio, ma coglie pochi frutti. Anzi nessuno. Perché, oltre ogni previsione, l’invito non ottiene neppure l’assenso del Pd, il partito ammiraglia della vecchia amministrazione, che quel programma l’ha gestito. Nel momento del dunque, Tore Sulas, Alessandro Bianchi e Leonardo Moro, lasciano l’aula. Proprio Moro ha anticipato, con corredo di fastidio fisico e verbale, la scelta: «Votatevelo voi questo consuntivo, anche perché ci sono state delle modifiche sulle quali non è stata possibile una verifica. L’altro aspetto è l’atteggiamento scorretto della maggioranza, con un tentativo da una parte di screditare l’operato e la salute dei conti finanziari, senza tenere conto che si è dato fondo a tutte le risorse per garantire i servizi.

Dall’altra, si cerca di fare passare come propri interventi che o sono stati fatti, o sono in avvio». In soccorso di Soddu, Denti e dell’esecutivo tutto arriva la coalizione, con i consiglieri Paolo Manca e Francesco Fadda (Idea Comune), Giovanna Zedde (La Base), Graziano Siotto (Atene Sarda) e buon ultimo di Adriano Catte (Psd’Az), che addirittura taccia Bianchi e compagni di «traditori della città: prima oberata di tasse e poi portata al dissesto».

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