Il presidente di Cresfidi: «È necessaria una bad bank»
NUORO. «Dall’osservatorio di presidente di Cresfidi, Consorzio fidi della Confesercenti Sardegna, posso confermare lo stato di malessere delle imprese commerciali e turistiche sarde» dice Pinuccio...
NUORO. «Dall’osservatorio di presidente di Cresfidi, Consorzio fidi della Confesercenti Sardegna, posso confermare lo stato di malessere delle imprese commerciali e turistiche sarde» dice Pinuccio Meloni. «Ai nostri uffici si presentano quotidianamente imprenditori che chiedono credito (noi confidi concediamo la garanzia alla banca fino al 50% e anche oltre) perché purtroppo le banche da un po’ di anni hanno drasticamente diminuito il volume dei prestiti e se l’impresa non ha da dare garanzie straordinarie, fatturati e reddito in crescita, niente credito! Questo perché?» si chiede il presidente di Cresfidi.
«Aumentano le sofferenze (oggi l’Abi ha confermato il dato negativo), diminuiscono i finanziamenti alle imprese (grandi e piccole) e l’economia non riparte. Una soluzione potrebbe essere quella di creare una bad bank, (con Alitalia si creò una bad society) dove far confluire i debiti che hanno le imprese nei confronti delle banche. Ovviamente senza incorrere negli aiuti di Stato (il ministro Padoan ci sta lavorando con i ministri economici europei), in questo modo calerebbero gli accantonamenti delle banche, si liberebbero immense somme e le imprese potrebbero beneficiarne. Così ripartirebbe l’economia e le imprese potrebbero onorare i vecchi debiti e creare nuovi fatturati. Dal rapporto Prometeia, il Pil 2016/2020, crescerebbe dallo 0,7 fino al 2,9 del 2020 , si deduce che ci sarà una crescita ma bisogna preparare le imprese e soprattutto aiutarle a superare questi prossimi due anni indenni. Le imprese del comparto commercio, turismo servizi vari, rappresentano il 37,6% delle imprese attive ma ha ricevuto negli solamente il 22% dei prestiti bancari».
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