Cisl, personale Ata: assunzioni bloccate
NUORO. «La Cisl Scuola si fa oggi portavoce di questa componente del mondo della scuola. La disoccupazione non può abbattersi nel silenzio della politica su oltre 500 dipendenti Ata sardi a tempo...
NUORO. «La Cisl Scuola si fa oggi portavoce di questa componente del mondo della scuola. La disoccupazione non può abbattersi nel silenzio della politica su oltre 500 dipendenti Ata sardi a tempo determinato e sulle relative famiglie, prevalentemente monoreddito e già in difficoltà per i bassi stipendi con i quali devono sforzarsi ogni mese di reggere la propria vita. La Sardegna non può consentire anche questo!». Maria Luisa Ariu, da anni riferimento sicuro del settore scuola della Cisl nuorese, diffonde le parole del sindacato regionale. «Dopo i docenti precari “deportati” ecco il personale ata “sfrattato” dai dipendenti ex Province». «Altro che “Buona scuola”, a settembre Ata e scuole in ginocchio» sottolinea la sindacalista. «La Cisl proporrà assieme agli altri sindacati un intervento politico per richiamare il ministro dell’Istruzione alla responsabilità delle decisioni politiche. Inoltre – va avanti il documento –, continuerà a ricorrere alle vie legali per il ripristino del diritto alla stabilizzazione, già sancito anche dalla Corte di giustizia europea e non rispettato, per i lavoratori Ata che hanno lavorato per almeno 36 mesi con contratti su posti vacanti. Siamo in presenza di un pressappochismo amministrativo che genera un’allarmante situazione a cui le istituzioni e le forze politiche sono chiamate a dare risposte esaustive e in tempi rapidi. Chiediamo che anche la Regione Sardegna si faccia carico di un intervento presso l’amministrazione centrale in difesa del personale della scuola».
«Quella del blocco delle assunzioni del personale Ata, rappresenta una vera e propria ulteriore provocazione nei confronti della scuola pubblica e statale di questo Paese e questa parte del personale sembra confermarsi l’ultima “ruota del carro” del settore scolastico». «Come se non bastasse il drammatico clima creatosi in questi giorni tra il personale docente a seguito delle assunzioni legate alla deportazione fuori dalla propria regione di residenza».
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