La Nuova Sardegna

Nuoro

Comune virtuoso per le spese di uffici e amministratori

di Tito Giuseppe Tola
Comune virtuoso per le spese di uffici e amministratori

Macomer, i dati emersi da una comparazione con Siniscola Risparmi su tutto: dalla cancelleria ai telefoni cellulari

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MACOMER. Le dimensioni per numero di abitanti sono più o meno simili a quelle del Comune di Siniscola (fino a pochi anni fa Macomer aveva qualche residente in più ed era il secondo Comune della provincia di Nuoro, poi ha perso abitanti ed è passato al terzo posto nella graduatoria dei comuni più popolosi), ma il funzionamento della macchina comunale costa nettamente di meno. Anche gli amministratori comunali percepiscono indennità inferiori a quelle di Siniscola. Ciò non significa che questi siano migliori di quelli di Macomer, i quali, visto lo stato in cui versano le casse dell’ente e consapevoli che da Stato e Regione di soldi ne arrivano sempre di meno, si pagano di tasca anche la benzina per andare a Cagliari a trattare le cose del Comune negli uffici regionali e per le missioni.

Il dato che riguarda la differenza di trattamento economico è emerso da un’analisi comparata dei costi degli amministratori che un consigliere comunale di minoranza del Comune di Siniscola ha reso nota nei giorni scorsi. A Macomer la giunta costa 90 mila euro all’anno, a Siniscola 138 mila, il 35 per cento in più rispetto a Macomer. Si tratta di differenze notevoli legate anche al fatto che gli amministratori di Macomer si pagano di tasca propria i viaggi per il disbrigo di pratiche o altro.

La politica del risparmio e dei sacrifici tocca un po’ tutti, anche chi è chiamato ad amministrare. In tempi di tagli ai trasferimenti è necessario risparmiare anche sulle matite e, come facevano le vecchie maestre che imponevano agli alunni di riempire tutte le righe del quaderno senza lasciare spazi bianchi, anche al Comune di Macomer la carta non si spreca. In alcuni uffici sono stati notati gli impiegati che usavano i fogli di vecchie comunicazioni per prendere appunti sul retro. Il risparmio sulle spese di cancelleria è notevole. Se il Comune di Siniscola nel 2014 ha speso 144 mila euro, a Macomer, stando all’analisi del consigliere di minoranza del Comune della Baronia, ne sono stati spesi 15 mila, dieci volte in meno. Il risparmio è notevole anche sulle spese telefoniche: ammontano a 45 mila euro le bollette pagate dal comune di Macomer nel 2014 e 83 mila è invece quanto ha speso il comune di Siniscola per le telefonate. «La scelta della maggioranza che governa il comune di Macomer – spiega il sindaco, Antonio Succu, – è stata fin dall’inizio quella di far pesare il meno possibile il costo degli amministratori sulle casse esauste dell’ente. E così sindaco e assessori hanno rinunciato alla consuetudine del telefonino di servizio pagato dal Comune, ai rimborsi per il carburante per il proprio automezzo per i frequenti spostamenti istituzionali a Cagliari e Nuoro, alle spese di missione e alle spese di rappresentanza, contenendo al minimo indispensabile anche le spese di cancelleria. Piccole cose? Può essere, ma tutto contribuisce a risanare il bilancio e a pagare i debiti che negli anni hanno prodotto altri debiti fra spese legali, interessi, rivalutazioni e altro. Questo si può fare quando si interpreta la politica come servizio civico e non come mestiere».

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