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Nuoro

Monoliti all’ingresso di Macomer e di altri 10 paesi del Marghine

Il monolite all'ingresso di Macomer
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Il monolite all'ingresso di Macomer

Polemiche sul web: c’è chi li paragona a cavatappi. Realizzati da un artista trentino, sono costati più di 200mila euro: l’iniziativa finanziata con un progetto integrato

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MACOMER. Undici monoliti in basalto sono stati sistemati all’ingresso degli abitati dei Comuni del Marghine che avevano partecipato al bando per il finanziamento del progetto integrato territoriale Marghine-Tirso 2011 per la valorizzazione ai fini turistici dei prodotti locali, degli elementi identitari e delle tradizioni dei centri minori.

I monumenti dovrebbero richiamare l’identità e le tradizioni dei paesi che hanno partecipato al progetto (sono i dieci comuni del Marghine più Ottana), invece stanno alimentando polemiche, non sempre composte. Basta accedere ai siti internet che se ne occupano per cogliere le dimensioni della polemica e vedere come sono stati definiti. La definizione più garbata li paragona a cavatappi.

I monoliti identitari non sono però gli unici elementi di polemica. Il progetto territoriale ha consentito la sistemazione di alcune parti dei centri storici. A Macomer, ad esempio, è stata sistemata la parte bassa del Corso e a Ottana l’area della cattedrale romanica di San Nicola.

Tra le altre cose si è proceduto anche installare delle targhe in metallo che indicano il percorso dei monumenti. Si tratta di targhe sulle quali il testo è stato inciso con un pantografo. A parte che l’ossidazione le ha rese illeggibili, per arrivare a decifrare quelle posate per terra bisognerebbe inginocchiarsi.

Quelle sistemate in all’esterno delle chiese non si leggono meglio. Si tratta di strani oggetti dei quali si capisce la funzione soltanto quando si nota che c’è scritto sopra qualcosa. In molti hanno fatto notare che l’ossido sporca e rovina gli indumenti di chi si avvicina inavvertitamente, soprattutto se le targhe sono bagnate dalla pioggia.

Ma a far discutere di più sono i monoliti in basalto, pietre altre più di due metri sulle quali sono stati sistemati elementi in metallo che dovrebbero caratterizzarli richiamando l’identità del comune. A far parlare è soprattutto il costo delle undici opere: 202.070 euro Iva esclusa. Al concorso per realizzarle avevano partecipato 11 artisti. Otto le proposte ammesse alla gara. Ha vinto l’artista Pietro Pitteri di un comune vicino Trento. (t.g.t.)

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