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Ospedale di Sorgono, contro la chiusura incontro ad Atzara

di Giovanni Melis
Ospedale di Sorgono, contro la chiusura incontro ad Atzara

SORGONO. «Non possiamo che condividere la protesta del territorio. Questa amministrazione, dopo discussione consiliare, in condivisione con la cittadinanza desulese, adotterà e sosterrà ogni tipo di...

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SORGONO. «Non possiamo che condividere la protesta del territorio. Questa amministrazione, dopo discussione consiliare, in condivisione con la cittadinanza desulese, adotterà e sosterrà ogni tipo di iniziativa che tuteli le persone bisognose e il territorio per quanto riguarda l’offerta sanitaria. Non sarà fatto nessun passo indietro pur di salvare il diritto alla salute». È perentorio il sindaco di Desulo, Gigi Littarru, che nella riunione di ieri ha illustrato le problematiche legate al piano sanitario regionale che rischiano di ridimensionare totalmente il san Camillo di Sorgono ed i servizi sanitari nel distretto della Barbagia Mandrolisai. Ieri nell’ospedale sorgonese c’è stata la visita anche del consigliere regionale Edoardo Tocco. «È folle pensare ai tagli o, peggio ancora, alla chiusura di un complesso che dovrebbe essere uno dei complessi da difendere della sanità isolana – diceTocco – visto che ci sono degli spazi utili per gli utenti del territorio, che richiedono cure ed assistenza».

Tocco si è poi soffermato sui reparti, le loro eccellenze e le inefficienze. «Diversi locali inutilizzati. Due sale che potrebbero essere adibite a pronto soccorso e chirurgia d’urgenza, con l’attivazione frenata dalle lungaggini della burocrazia. Spazi per le sale operatorie ancora inattivi» Soddisfatto della perlustrazione nel presidio anche il sindaco di Sorgono Giovanni Arru, in prima linea nella difesa dell’ospedale. «La rete dei piccoli ospedali in Sardegna-garantisce assistenza e servizi all’avanguardia per territori molte volte isolati dai collegamenti. Sorgono è un modello di funzionalità ed efficienza. Intanto il popolo dei “no piano sanitario” si incontrerà ad Atzara stasera, per la relazione del sindaco Alessandro Corona, acerrimo nemico del piano regionale voluto dalla giunta Pigliaru.

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