La Nuova Sardegna

Nuoro

Tessili legati al progetto regionale

di Tito Giuseppe Tola
Tessili legati al progetto regionale

Macomer, si partirà con Welfare to Work per proseguire con Flexicurity: nuovo incontro il 10

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MACOMER. Si parte col progetto Welfare to Work e si andrà avanti col progetto Flexicurity e altri strumenti che la Regione metterà in campo entro la fine dell’anno. Se l’accordo raggiunto e firmato prima di Ferragosto dai sindacati e della Regione darà le risposte che promette, per i lavoratori tessili della provincia di Nuoro che hanno perso gli ammortizzatori sociali o li perderanno nel 2016 i problemi potrebbero essere in gran parte risolti. La cautela è d’obbligo e i sindacati, pur soddisfatti del risultato ottenuto nel suo insieme, non nascondono qualche perplessità sull’attualità di alcune misure inserite nel documento.

Intanto si parte e il primo appuntamento è previsto per il 10 settembre quando l’assessorato regionale al Lavoro pubblicherà il bando per l’attuazione del progetto Welfare to Work. Si tratta di una politica attiva del lavoro che la Regione attua con l’erogazione di bonus assunzionali alle imprese che assumono i lavoratori disoccupati. Nell’accordo è spiegato che la misura si presta a dare risposta a coloro che fuoriescono dalla protezione dell’indennità di mobilità ordinaria ed è oggetto di rifinanziamento per cui sarà dotata di nuove risorse per un ammontare di 3 milioni di euro. Le aziende della provincia di Nuoro che hanno aderito sarebbero disposte ad assumere 87 persone. Le risorse che la Regione sta per stanziare dovrebbero essere sufficienti a finanziare percorsi di reinserimento per circa 220-240 lavoratori. Ai tessili sarà data priorità. Quelli che hanno perso gli ammortizzatori alla fine del 2014 erano in tutto 256. A questi bisognerà aggiungere quelli che usciti dalla mobilità al 31 luglio di quest’anno. Poi ci sono i lavoratori “in utilizzo”, cioè quelli che percepivano un’indennità aggiuntiva per il loro impiego negli enti locali. A questi sarà data la possibilità di essere inseriti nel progetto Flexicurity, che però non piace ai sindacati in quanto dopo in tirocinio di sei mesi, durante il quale il lavoratore percepisce 600 euro lordi di indennità (al netto sono 480 euro), non c’è garanzia di assunzione. Le aziende disposte a offrire i tirocini retribuiti dalla Regione, inoltre, sono lontane. Ce ne sono anche a Olbia. Viaggiare da Macomer o trasferirsi significa rimetterci di tasca senza nessuna garanzia di assunzione.

Nel documento che sancisce l’accordo raggiunto tra la Regione e i sindacati è spiegato che allo stato delle cose sono interessati agli interventi 412 lavoratori uscita dalla copertura della mobilità. I sindacati hanno inserito una nota nella quale spiegano che entro la fine dell’anno saranno interessate altre 274 unità lavorative che perderanno gli ammortizzatori sociali. L’accordo affianca alle politiche attive del lavoro, basate principalmente sui progetti Flexicurity e Welfare to Work, delle misure tampone, soluzioni temporanee che garantiranno un reddito attraverso l’avvio di cantieri verdi nei territori dove risiedono i lavoratori interessati. Chi rinuncia alle politiche attive sarà escluso da questo tipo di copertura, che è comunque un ripiego provvisorio. Per sistemare gli ex tessili si guarda anche ai progetti dei comuni di Ottana (serre nell’ex Legler) e del Marghine (conservazione e pulizia dei monumenti archeologici).

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