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Nuoro

«Università, la Fondazione è fondamentale»

«Università, la Fondazione è fondamentale»

Il segretario cittadino del Pd critica le scelte della giunta Soddu: «Serve subito un confronto»

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NUORO. L’Università nuorese continua ad agitare il mondo politico, e non solo, nuorese. Fondazione o Consorzio? Questo il dilemma che più angustia i politici. Dopo la pausa ferragostana, è ritornato il momento delle riflessioni.

«Sull’Università è necessario un confronto nel merito» con queste parole, Francesco Manca, segretario cittadino del Partito democratico, ha riaperto il dibattito, esprimendo il suo pensiero sul futuro dell’ateneo nuorese e, in particolare, sulla gestione. «Si è tanto discusso di Università, Fondazione e Campus – ha spiegato Manca –. L'errore dell'attuale maggioranza consiliare è quello di non capire che il dibattito sulla Fondazione, in questo territorio, c'è già stato e ritornare indietro significherebbe perdere altri dieci anni: non possiamo permettercelo. Anche se nessuno ha ancora risposto ai tre punti fondamentali della questione: 1) È meglio per l'Università avere più o meno risorse da destinare alla didattica e all'organizzazione? 2) Quale strumento, più della Fondazione, consentirebbe di attrarre capitali e investimenti aggiuntivi alle risorse sempre modeste, aleatorie e legate a contingenze e scelte politiche, degli enti locali e della Regione? 3) Può un Consorzio di enti locali essere credibile sul piano regionale come terzo polo universitario?

«Il sindaco ha piena libertà di nominare chi vuole negli organismi della Fondazione e il Pd gli riconosce in pieno tale diritto – ha sottolineato Francesco Manca –. La coalizione che lo sostiene, invece è bene ricordarlo, rappresenta appena il 19% dei nuoresi e quindi deve neecessariamente fare i conti con la realtà di un voto popolare che, per il 40%, ha scelto il centrosinistra e il Partito democratico».

Dopo la bordata politica, il segretario cittadino del Pd non ha mancato di sottolineare che «la distruzione della Fondazione, che per sua natura produce risultati migliori in termini organizzativi, didattici e di risorse rispetto a un Consorzio di enti locali, non era nel programma politico della coalizione che governa la città, che quindi non ha ricevuto alcun mandato popolare per fare questa scelta».

Francesco Manca si è soffermato sul momento politico: «Colpisce negativamente, di questa eterogenea maggioranza consiliare, la visione della città proiettata verso il passato. Il cambiamento che propone– sembra quello di un ritorno a una dimensione paesana, quasi rurale, della città. Il Partito Democratico, se da un lato può contare su appena tre consiglieri in ragione della legge elettorale, dall’altro è una forza viva e largamente rappresentativa della città – ha concluso il segretario cittadino del Pd – e farà le proprie proposte politiche nella consapevolezza della necessità di una politica contemporanea e moderna. Costruendo un’alternativa credibile a un modello di città che sembra destinata a marginalizzare e isolare sempre più il territorio».

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