La Nuova Sardegna

Nuoro

Macomer si salva dai tagli alla sanità con la struttura Rsa

di Tito Giuseppe Tola
Macomer si salva dai tagli alla sanità con la struttura Rsa

La nuova mappa degli ospedali sardi non tocca il Marghine Succu: «La residenza sanitaria sarà la prima del territorio»

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MACOMER. La nuova mappa degli ospedali in Sardegna che taglia posti letto e minaccia il futuro delle strutture di Ghilarza e Bosa, non toccherà Macomer, dove comunque non c’è un ospedale, ma ci sono i posti letto, quelli della riabilitazione e quelli in day hospital dell’oncologia. Macomer ha puntato da anni sul trattamento dei casi post-acuti e sulla residenza sanitaria assistita di prossima realizzazione, che creerà nuovi posti letto nella struttura di Nuraghe Ruiu destinata a crescere con la realizzazione dei locali della Rsa. Si parlerà anche di questo nella riunione della Conferenza socio-sanitaria della Asl n. 3 convocata a Nuoro per lunedì 7 settembre alle ore 11 nella sala consiliare della Provincia. Si parlerà soprattutto del programma di riorganizzazione della rete ospedaliera della Regione che taglia i posti letto e cancella i piccoli ospedali. La riunione della Conferenza, alla quale interverranno il commissario della Asl e l’assessore regionale alla Sanità, è stata convocata dal presidente pro tepore Antonio Succu. Il sindaco di Macomer, che è il vice presidente della Conferenza, è subentrato temporaneamente al sindaco di Nuoro, Alessandro Bianchi, in seguito alla sua mancata rielezione alla guida del comune. «Nel contesto dei tagli dei posti letto per acuti – spiega Antonio Succu –, vanno rafforzate la sanità territoriale e le Rsa. In provincia di Nuoro non c’è un posto letto di Rsa funzionante e non esiste una struttura pubblica di questo tipo. Quella di Macomer sarà la prima. Le procedure per realizzarla sono in corso e il 7 settembre si farà in punto anche su questo. La gara per l’affidamento dei lavori di realizzazione e della gestione sono stati fatti. Ora partiranno i lavori». Mentre le strutture sanitarie di Macomer e Bosa cercano un nuovo ruolo, quella di Macomer l’ha trovato alla fine degli anni Ottanta quando gli amministratori locali (allora c’erano le Usl) rinunciarono all’ospedale tradizionale per puntare su una specialistica diversa da quella già presente nel territorio. Si puntò quindi sulla riabilitazione, sul trattamento dei pazienti usciti dalla fase acuta e sulla Rsa. «Quella che si realizzerà a Macomer – spiega Antonio Succu –, è una struttura che sarà in grado di dare risposte non solo ai bisogni del Marghine, ma anche dei territori confinanti. Contribuirà anche allo sviluppo di altri servizi come l’oncologia e la riabilitazione e svolgerà importantissime funzioni di tipo sociale e sanitario».

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