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Nuoro

Mare inquinato, scatta il divieto di balneazione

di Homar Farina
Mare inquinato, scatta il divieto di balneazione

Santa Lucia, i prelievi effettuati costringono il Comune a emanare l’ordinanza Indagini in corso per accertare la causa (ancora ignota) e le responsabilità

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SINISCOLA. “Divieto temporaneo di balneazione a causa di inquinamento”, così è riportato sul portale acque del ministero della Salute in seguito ai prelievi effettuati nello specchio d'acqua antistante la torre di Santa Lucia di Siniscola.

Sull’identificazione delle fonti di inquinamento viene riportato che è in fase di studio un adeguamento modellistico. Vale a dire le cause restano ancora ignote e sulle quali è possibile fare solo delle ipotesi. Così come quelle che avanza l'Arpas del distretto Nuoro e Ogliastra nel resoconto comunicato al Comune baroniese e che lo stesso divulga con una ordinanza di divieto temporaneo di balneazione, dove si legge che le possibili cause siano date dalle piogge dei giorni scorsi e, che per effetto di quello che viene definito slavamento del terreno, alcune sostanze nocive si siano riversate a mare alterandone i parametri. Ma di quali sostanze si tratta, per ora purtroppo, non è dato sapere.

Non risultando infatti dati di riferimento né nel sito dell'Agenzia Regionale per l'Ambiente, né tantomeno nel sito del Ministero.

Il sindaco di Siniscola, Rocco Celentano, parla di una situazione che va approfondita attentamente, ma cerca di non creare allarmismi, sostenendo di non essere particolarmente preoccupato vista la temporaneità del fenomeno. Il sindaco avanza delle ipotesi che potrebbero riguardare l'utilizzo di alcune sostanze per il rifacimento della piazza centrale del piccolo borgo, trascinate poi a mare dalla pioggia.

Ma non esclude che vi possano ancora essere delle condotte fognarie occulte che scaricano nella zona antistante la torre.

Ma se così fosse, durante i lavori di riqualificazione, dove alcune arterie centrali sono state sventrate, si sarebbe dovuta stilare una mappatura completa degli scarichi fognari, visto l'importante intervento fatto nella località balneare che più di ogni altra cosa aveva bisogno di una regolarizzazione della raccolta delle acque nere e la previsione di depurazione di quelle bianche che finiscono la loro corsa al mare. Il divieto visibile con dei cartelli affissi sul lungomare, interessa una fascia di 150 metri, ma se si considera il fatto che l'acqua non è un corpo immobile non si comprende come mai il divieto non abbia interessato la vicina spiaggia delle barche che rappresenta il vero accesso a mare per la balneazione. Andranno ora accertate le precise responsabilità, una volta compresa la fonte inquinante e quali sostanze siano presenti nello specchio d'acqua di Santa Lucia che è stato sottoposto al divieto di balneazione.

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