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Nuoro

I Salesiani salutano l’Ogliastra dopo oltre un secolo di attività

di Claudia Carta
I Salesiani salutano l’Ogliastra dopo oltre un secolo di attività

Arrivarono a Lanusei alla fine dell’Ottocento e da subito lottarono contro l’analfabetismo Il vescovo monsignor Mura saluterà ufficialmente i figli di don Bosco il prossimo 5 settembre

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LANUSEI. «Settembre. Andiamo è tempo di migrare». Ma mentre i “pastori d’Abruzzo” della celebre lirica dannunziana «vanno verso il mare», sapendo di tornare, il 5 settembre prossimo i pastori di anime, figli di don Bosco, saluteranno definitivamente Lanusei e l’Ogliastra, dopo oltre un secolo. Una storia educativa lunga 117 anni, fatta di insegnamento e passione, di crescita umana e spirituale. Cultura e formazione all’ombra del campanile. Per intenderci, scuola in Ogliastra significava una cosa sola: i salesiani. 117 anni fa era il 1898. Per la prima volta due salesiani sbarcano in Sardegna. L’intuizione vincente è di Antonio Giua, studente lanuseino presso il liceo di Alassio, in Liguria, che tornato in Ogliastra – dove la pubblica istruzione era quasi inesistente e l’analfabetismo regnava sovrano – conservò ottimi rapporti con i suoi educatori, in particolare con don Luigi Rocca, e a loro si rivolse per creare in terra sarda una scuola modellata su quella ligure. Generazioni di ragazzi passarono per Lanusei, mantenendo intatto il carisma e l’impronta dei figli di don Bosco. Un’offerta formativa, si direbbe oggi, variegata, che col tempo si è andata modificandosi, attraverso una rete di servizi che va dai corsi professionali, alla casa vacanze nella baia di Cea, dalla mensa al Tempio.

«Allegria, studio e preghiera». Era il “programma per vivere felice” scritto dall’insegnante che tutti i ragazzi vorrebbero avere: don Bosco. Ora che i salesiani fanno le valigie, la felicità – non solo a Lanusei – sembra lasciare il posto alla nostalgia e alla tristezza. È don Leonardo Mancini, Superiore dei salesiani dell’Italia centrale a elencare i motivi dell’addio inesorabile: «Il mandato ricevuto dal Rettore maggiore di rilanciare il carisma salesiano, anche attraverso il ridimensionamento delle presenze, motivato dall’età avanzata dei salesiani, dal loro numero e, di conseguenza, dall’impossibilità di continuare a essere fisicamente presenti su tutti i fronti; il forte ridimensionamento subito in Sardegna dalla formazione professionale; la convinzione che i laici della famiglia salesiana, opportunamente accompagnati, possono continuare a incarnare il carisma salesiano e offrire un servizio a beneficio dei ragazzi, dei giovani e della popolazione del territorio; il collegamento con la comunità salesiana di Nuoro, da cui dipenderà l’accompagnamento carismatico della famiglia salesiana».

Il saluto ufficiale alla comunità Sant’Eusebio – all’interno della celebrazione eucaristica che sabato 5 settembre, alle 18, nel Tempio a Lanusei, sarà presieduta dal vescovo Antonello Mura – non vuole tuttavia suonare come un addio, ma come l’inizio di un nuovo percorso “su le vestigia degli antichi padri”, canterebbe ancora il vate Gabriele: «Invitiamo la popolazione di Lanusei – prosegue don Leonardo – a vivere questo momento con spirito di fede e con fiducia, specialmente per il fatto che l’azione educativa nei confronti dei ragazzi non viene meno, anche se potrà ricevere una diversa fisionomia, proseguendo quanto i salesiani hanno fatto, con il coinvolgimento dei laici che, dai salesiani stessi, sono stati formati».

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