Lai: «Test aerospaziali a Tortolì»
Il presidente del Consorzio industriale smorza la polemica sul futuro del distretto
«Prima di puntare su Porto Torres, il Distretto aerospaziale sardo, l’Avio e il Cira (Centro italiano ricerche aerospaziali), avevano chiesto a noi un sito di oltre 40 ettari con determinate caratteristiche, ma noi non ne avevamo a disposizione. Anche perché non vi dovevano essere abitazioni nel raggio di oltre un chilometro, cosa impossibile qui da noi».
Il presidente del Consorzio industriale provinciale Ogliastra, Mimmo Lai (Pd) prosegue con le precisazioni, onde evitare eventuali strumentalizzazioni sulle notizie apparse rispetto a ipotizzati investimenti per 40 milioni e una trentina di assunzioni: «Il tutto serve per la realizzazione di due piattaforme per i vari test sui motori per il razzo Vega. Al contrario, noi puntiamo sul Dass (Distretto aerospaziale della Sardegna) per i test sui droni (o Apr, aerei a pilotaggio remoto), che necessitano di una pista aeroportuale, Questi test possono convivere benissimo, nel nostro scalo aereo, anche con voli charter turistici».
Dal Consorzio industriale provinciale Ogliastra hanno voluto fare queste precisazioni ben sapendo che qualcuno non aspetta altro che attaccare su questioni inesistenti. Fra l’altro, il Cira (Centro italiano ricerche aerospaziali, con sede a Capua, in provincia di Caserta), fra il 2007 e il 2010, tenne tre diverse “campagne” in aeroporto a Tortolì, lanciando con successo due Usv (Unmanned space vehicle), le navicelle gemelle Castore e Polluce. (l.cu.)
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