Monoliti, le perplessità di Pietro Longu
Macomer, lo scultore interviene nel dibattito: «Solo col basalto è un’opera fredda»
MACOMER. Continuano a far discutere i monumenti installati alle porte dei dieci comuni del Marghine e dell’abitato di Ottana. Fanno parlare perché non piacciono, ma anche perché costano più di 200mila euro. Storce il naso la gente e lo hanno storto anche i sindaci, i quali non hanno potuto fare a meno di accettarli, altrimenti avrebbero perso i finanziamenti di un bando regionale che hanno consentito di realizzare interventi utili che migliorano ai fini turistici l’aspetto e la fruibilità degli abitati. Dubbie perplessità li manifesta anche Pietro Longu, ex docente ed ex preside dell’istituto d’arte di Nuoro, ma anche uno scultore conosciuto che ha realizzato opere importanti tra le quali i portoni in bronzo della basilica di San Gavino Monreale. Al bando per la realizzazione dei monumenti identitari del Marghine, i monoliti in basalto che fanno tanto discutere non ha partecipato. «Vorrei dire in primo luogo una cosa che forse non sarà condivisa – dice Pietro Longu –. Molti dicono che in un momento di crisi era meglio non spendere quei soldi. Io dico di no. L’arte è già fortemente penalizzata. I fondi regionali finiscono in gran parte al Teatro lirico di Cagliari e in balli e sagre. Va bene finanziare i monumenti che abbelliscono i nostri paesi e rimangono come testimonianza». Non va bene quando il risultato è come quello ottenuto con gli undici monoliti in basalto. «Le giurie che valutano i progetti devono essere esperte – dice Pietro Longu –. La pietra va bene, ma non concordo per l’uso del basalto da solo. La scultura rimane fredda. Andava inserito con un’altra pietra per fare una cosa compositiva in grado di comunicare il messaggio identitario. Nelle scelte vanno coinvolti gli esperti, ma anche la gente. Un oggetto che rimarrà esposto per sempre finirà per essere valutato. La critica, soprattutto nell’arte, va bene, ma deve essere costruttiva e fare proposte per evitare errori come questo». (t.g.t.)
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