Santa Lucia, divieto di balneazione revocato
Il Comitato contro il sindaco Celentano: «Vogliamo trasparenza e sapere il tipo di agenti inquinanti»
SINISCOLA. Revocato in data di ieri, con ordinanza del sindaco, il divieto di balneazione nelle acque antistanti la torre di Santa Lucia. Sull’argomento inteviene il comitato Salviamo Santa Lucia, ben noto per aver intrapreso estenuanti battaglie contro i lavori che hanno interessato il borgo dei pescatori, meglio definiti «brutture archittettoniche concepite, in un borgo annientato da un progetto sbagliato in origine e peggiorato in fase esecutiva, ed eseguito da tecnici mediocri e scelti con dubbie procedure». Nell’attacco del comitato passa sotto la lente di ingrandimento l’opera eseguita che «è priva di un importante intervento migliorativo del verde pubblico, della viabilità interna, della illuminazione pubblica, accostata a quella della peggiore zona industriale, oltre alla bruttezza degli arredi urbani che richiamano i luoghi dell’eterno riposo, e i materiali usati che di pregiato hanno solo l’elevato costo».
«Nulla è stato salvato a Santa Lucia – conclude la nota del Comitato – se non gli abusi che ancora costellano il paese. Quindi sarebbe opportuno smetterla di parlare di intervento di riqualificazione. Le criticità restano le stesse».
E sulle cause che hanno vietato, anche se per pochi giorni, la balneazione, gli attivisti del comitato chiedono «come mai non si porti a conoscenza di tutti, quali siano gli agenti inquinanti che si sono riversati a mare». Anche l’ordinanza di revoca risulterebbe poco chiara, essendo riportata menzione di parere favorevole da parte dell’Arpas, per la revoca del divieto, in riferimento alle analisi effettuate il 20 agosto, cioè quelle che hanno dato vita al divieto, e non alla luce di nuove analisi di riscontro avvenute dopo tale data.
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