Littarru: «Serve un confronto sulle norme»
Il sindaco di Desulo risponde alle critiche proponendo un incontro tra esperti e presidente dell’Isre
DESULO. “Berritta sì o no”, “Iste e pedde si o no”, scarpe tutte uguali o libertà di scelta? Sì al trucco oppure no? Gli interrogativi sono una marea tutti scatenati all'indomani della presa di posizione della dottoressa Franca Rosa Contu, responsabile della sezione musei dell'istituto superiore etnografico regionale che ha bollato come “un oltraggio” le scarpe “a zeppa indossate da alcune ragazze del gruppo di Desulo al Redentore”, così come ha criticato i costumi maschili desulesi in quanto "troppo abbondanti e con un eccesso di ricami". Le parole della dirigente dell'Isre hanno aperto polverone nel mondo del folk desulese, ove non sono mai abbastanza le polemiche su uno o più aspetti. Un paese dove le tradizioni sono molto sentite, ma dove spesso gli anziani rimproverano i giovani di mandare la memoria storica in soffitta. E questo è un grave danno.
Il costume di Desulo con i suoi colori sgargianti, che secondo la tradizione incarnano i colori delle quattro Barbagie, alle sagre, anche a cavallo, non sono mai mancati.
E le parole della direttrice Contu giungono come una sferazata su una ferita scoperta. E sui social network come per strada divampa il dibattito: c'è chi stigmatizza sulle parole, c'è chi ricorda come il costume desulese venga ignorato durante le dirette televisive nuoresi o comunque criticato, c'è chi invoca la non partecipazione dalla manifestazione di Nuoro.
«Eccessi da una parte all'altra – dice il sindaco di Desulo Gigi Littarru, sorpreso dalla polemica – che devono essere ricondotti a qualcosa di utile. Per parte mia ritengo che Desulo sia un paese che offre un grande contributo al folk isolano: tre cori polifonici, un gruppo folk, il sant'Antonio Abate, una scuola storica di suonatori che in tanti ci invidiano e che ora vede in Paride Peddio, nipote di Bengasi e Michael Fulgheri, nipote di Barore Frogheri, la continuazione di una storia lunghissima. Se poi si aggiungono le tante ragazze e i ragazzi che in ogni occasione partecipano alle manifestazioni, a tutti va detto un enorme grazie." Il sindaco però si sofferma sulla necessità di regole."Se si guardano le foto del passato si può assistere al cambiamento di alcuni tratti del nostro costume e di alcune parti essenziali che sono cadute in desuetudine. Ma anziché polemizzare su questo, dovremo chiederci il perché e confrontarci su questo. Per tale motivo invito l'Isre, nella persona del presidente Bruno Murgia e la dottoressa a Contu a venire qua a Desulo, a conoscere le associazioni, a vedere i costumi, indossati dalle nostre anziane e vedere le cucitrici all'opera. Sarebbe interessante per tutti». Allo stesso tempo il sindaco invita «tutte le associazioni a dialogare e trovare anche dei punti di accordo per meglio gestire le sfilate, anche sotto il profilo dei dettagli».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
