Lottizzazione incompiuta presentato un esposto
SINISCOLA. Una lottizzazione incompiuta priva di opere di urbanizzazione e strade degne di questo nome. Il villaggio “Perino”, a Sos Appentos, da una quindicina d’anni attende di essere completato e...
SINISCOLA. Una lottizzazione incompiuta priva di opere di urbanizzazione e strade degne di questo nome. Il villaggio “Perino”, a Sos Appentos, da una quindicina d’anni attende di essere completato e a nulla, sono serviti i solleciti dei lottisti che chiedono un intervento risolutorio.
Alcuni giorni fa l’avvocato Nino Cuccureddu ha chiesto spiegazioni urgenti al Comune prima di procedere ad un eventuale causa civile. A Ferragosto una signora è caduta fratturandosi un braccio ed è dovuta rientra a Brescia per sottoporsi ad un intervento chirurgico. Ha presentato una denuncia per il risarcimento.
A Sos Appentos, nei primi anni novanta, si era dato il via ai lavori per realizzare un ottantina di villette vista mare. Un progetto regolarmente approvato dal comune di Siniscola e dall’ufficio tutela, tante casette a schiera e villette singole che nel giro di pochi anni, sono state completate e vendute.
Peccato però che di pari passo con la realizzazione delle case, i proprietari dei terreni, non si sia proceduto con le opere di urbanizzazione. Negli ultimi anni, sono state presentate alcune denunce alla procura e richiesto al comune di Siniscola che provvedesse d’ufficio ai lavori utilizzando i soldi della fideiussione.
Niente da fare per il momento, anche quest’estate sta finendo e i tanti proprietari degli immobili, lasceranno la Sardegna con l’amarezza di non essere ancora riusciti a risolvere l’annosa situazione.
«I primi lavori risalgono al 1991 – dice uno dei firmatari dell’esposto – e la convenzione stipulata tra il comune e i lottizzanti, parla di dieci anni per completare tutte le opere, c’è stata una proroga di 5 anni e quindi entro il 2006, il villaggio doveva essere dotato di lampioni, marciapiedi e strade. Sono invece passati altri nove anni e l’opera non è stata di fatto completata e collaudata. Non si capisce quindi come mai il comune non abbia esercitato il potere sostitutivo che gli da la convenzione, attraverso il prelievo dei fondi della fidejussione depositata a garanzia e che secondo i nostri calcoli, ammonterebbe con la rivalutazione ad oltre due milioni di euro».
Nell’esposto, si parla di una richiesta di controlli da parte dell’ufficio tecnico per verificare la rispondenza delle opere di urbanizzazione ai progetti esecutivi presentati.
Le piogge dello scorso inverno, hanno evidenziato la pericolosità delle strade interne con vari cedimenti e l’occlusione dei pozzetti di raccolta ma le denunce e le segnalazioni si ripetono ormai dal 2009 senza che si riesca a porre la parola fine alla questione. In ultimo, da considerare che il settore dell’edilizia e in forte difficoltà lo sblocco dei lavori, porterebbe sicuri benefici in campo occupazionale. (s.s.)
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