Orgosolo, l’acqua è di nuovo potabile
ORGOSOLO. Il paese dei murales ancora senz’acqua potabile, il sindaco si rivolge al prefetto di Nuoro. Tuttavia, in serata arriva il comunicato di Abbanoa: tutto è tornato alla normalità, come...
ORGOSOLO. Il paese dei murales ancora senz’acqua potabile, il sindaco si rivolge al prefetto di Nuoro. Tuttavia, in serata arriva il comunicato di Abbanoa: tutto è tornato alla normalità, come attestato anche dal responso del Sian. È passata ben una settimana da quando il servizio incaricato della Asl barbaricina aveva riscontrato livelli anomali per ciò che attiene la presenza di carica batteriologica, rilevata negli approvvigionamenti dell’abitato, decisamente fuori norma rispetto ai parametri stabili dalla legge. Insomma, la risorsa idrica non era idonea per il consumo e per la preparazione di cibi e bevande. Da qui la necessità di adottare una apposita ordinanza, che rendesse pubbliche le prescrizioni. Da allora fino a ieri e per l’ennesima volta, i cittadini di Orgosolo erano costretti, quindi, a tollerare ulteriori disagi in quello che dovrebbe essere considerato un servizio primario. Non fossero sufficienti, dunque, le continue interruzioni nell’immissione dell’acqua nelle condotte, non poteva non aggiungersi questo ulteriore incomodo. Eppure le bollette continuano a lievitare e le tariffe rimangono fra le più alte nel panorama nazionale, senza che ad esse corrispondano prestazioni quantomeno accettabili.
«Il nostro comune – ricorda il sindaco di Orgosolo – vista la ricchezza idrica del proprio territorio, fornisce la preziosa risorsa a numerosi altri centri abitati. Per questo motivo, potrebbe avanzare la legittima pretesa di indennità compensative, che azzerino le bollette. Non solo, allora, non ci viene riconosciuto tale diritto – aggiunge Deledda – ma non ci si preoccupa nemmeno di fornirci le adeguate informazioni circa la complessa e perdurante situazione, che ci riguarda, risolta non sappiamo per quanto, dopo ben sette giorni». Non si comprende per quale ragione l’acqua risultasse sporca e maleodorante, se nei pressi del bacino di Olai non vi sono scarichi industriali, aziende agricole, aree urbane a monte? Intanto, le proteste crescono giorno dopo giorno e vengono segnalati casi anomali di disturbi intestinali. «Il rischio – avverte il sindaco – è che la combinazione di troppi disservizi, diventati insostenibili, possa creare in futuro una vera e propria emergenza sanitaria e scateni reazioni incontrollabili. In ragione di ciò, non posso non sollecitare un autorevole intervento del prefetto, affinché convochi un tavolo ad hoc fra le parti». (ma.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
