La Nuova Sardegna

Nuoro

Posada, infezione intestinale per l’acqua

La disavventura di una bambina romana in vacanza a San Giovanni che è finita in ospedale

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POSADA. Ricoverata in ospedale per una grave infezione intestinale probabilmente causata dall’ingestione di acqua non potabile. Brutta avventura per una ragazzina romana in vacanza con la famiglia nella marina di Posada. La denuncia arriva da Marco Vestri, genitore della piccole che racconta: «Ho preso in affitto con la famiglia una villetta a San Giovanni dal 3 al 20 agosto. Al momento del nostro arrivo, il proprietario mi dice che l’acqua non è potabile senza specificare altro. La situazione era, in realtà molto diversa perché il 10 agosto mia figlia dodicenne accusa forti dolori al basso ventre. Viene ricoverata in ospedale a Nuoro – continua – sottoposta a diverse ecografie le viene riscontrata una grave infezione intestinale. Scopro così che l’acqua del posto, non solo non è potabile ma addirittura, non può essere usata per lavarsi i denti, sciacquare frutta e verdura o bollire la pasta perché contaminata sia organicamente che chimicamente, come risulta da un’ordinanza pubblicata sul sito del comune il 13 luglio. In realtà nessuno di noi sapeva nulla sull’effettiva pericolosità dell’acqua. Contatto il Comune e mi viene risposto che i cittadini erano stati avvisati della gravità della situazione e che la stampa aveva dato gran risalto. Ma gli stessi residenti non sanno come stanno le cose, chiamo il padrone di casa e lui per scusarsi mi riempie di bidoni di acqua “pulita” pregandomi di restare. Anche lui afferma di non sapere nulla mentre il sindaco – prosegue Vestri – scarica le responsabilità su Abbanoa che contatto ma anche loro, declinano ogni responsabilità. Insomma, il classico scaricabarile all’italiana. Intanto la nostra vacanza è rovinata – conclude l’uomo – e nessuno si prende la minima responsabilità».

Chiamato in causa il sindaco precisa che «i provvedimenti adottati dal Comune, sono quelli previsti per legge. Una volta ricevuta la comunicazione da parte della Asl sulla non potabilità, abbiamo adottato l'ordinanza riportando integralmente le prescrizioni dell'Asl pubblicandola nel sito e affiggendola nei locali commerciali e nelle fontanelle pubbliche. La stampa locale ha dato ampio risalto alla notizia, in quanto il problema purtroppo non riguarda solo Posada. In questa vicenda dispiace soprattutto per quanto accaduto alla bambina ma non ritengo che il Comune abbia responsabilità specifiche. Al contrario, siamo anche noi vittime di questa assurda situazione dove Abbanoa, per varie ragioni non riesce a garantire la potabilità dell'acqua». Il sindaco, non più di due mesi fa, ha inoltrato un esposto alla procura della Repubblica. (s.s.)

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