La Nuova Sardegna

Nuoro

Il Comune formalizza l’acquisizione delle case di Coronas

di Tito Giuseppe Tola

Macomer, via libera alla stipula degli atti di compravendita Il provvedimento mette fine all’annosa partita degli usi civici

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MACOMER. Con una delibera adottata a metà agosto la giunta comunale dà il via libera alla stipula degli atti pubblici di compravendita che chiuderà defintivamente l’assurda partita degli usi civici a Coronas. I proprietari delle case che tra gli inizi degli anni Trenta e i primi anni Settanta avevano acquistato un lotto del comune a Coronas erano solo dei possessori degli immobili e dei terreni sui quali avevano costruito. Non potevano venderli e gli eredi, anche se in molti casi sono subentrati nel possesso, non avrebbero potuto ereditare. Impossibile rilasciare anche un’autorizzazione edilizia. Il problema si risolverà con la stipula dell’atto pubblico di compravendita che mette fine a una situazione pasticciata iniziata più di 80 anni fa. Il Comune ha fatto la sua parte trasferendo il vincolo di uso civico su altre aree di sua proprietà che si presume non saranno mai utilizzate se non per creare del verde. Lo ha fatto con una pratica complessa che l’assessore ai lavori pubblici e urbanistica, Gian Franco Congiu, ha portato a conclusione con successo dopo due tentativi infruttuosi compiuti da altre amministrazioni. Ora si definisce tutto, ma dal punto di vista economico per i padroni delle case non sarà del tutto indolore. La delibera di giunta che apre la strada al compimento degli atti che chiuderanno definitivamente la partita degli usi civici stabilisce che «per regolarizzare il trasferimento del diritto di proprietà dal patrimonio comunale al privato cittadino si dovrà procedere mediante stipula di atto pubblico di compravendita». Pone però l’accento sul un problema. «Allo stato attuale – si legge – gli uffici comunali, stante il normale lavoro in essere, non sono in grado di assicurare il perfezionamento degli atti di compravendita da stipularsi tra il comune di Macomer e i singoli privati, né l’amministrazione comunale, causa le scarse risorse economico finanziarie, può valersi di professionisti tecnici privati che supportino l’attività del segretario comunale nella sua figura di ufficiale rogante». Per regolarizzare il trasferimento del diritto di proprietà, chi è interessato dovrà mettere mani al portafogli e pagare il notaio di fronte al quale sarà stipulato l’atto di compravendita e tutte le spese, comprese gli oneri fiscali legati all’operazione, che a tutti gli è effetti è un atto di compravendita.

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