La Nuova Sardegna

Nuoro

«Nessuno tocchi l’acqua del Montalbo»

di Luciano Piras
«Nessuno tocchi l’acqua del Montalbo»

Il sindaco di Lula Mario Calia stronca i nuovi progetti del comune di Siniscola per l’approvvigionamento idrico

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LULA. Tanto per iniziare: il lago della discordia non è a Sa Conca ’e Locoli, ma a Su Buffalu-Sa Lassina. E già questo basta per capire i toni della guerra dell’acqua. Da una parte, infatti, c’è Siniscola, che a più riprese punta al bacino carsico del Montalbo per l’approvvigionamento idrico della cittadina, rivendicando la proprietà della grotta Sa Conca ’e Locoli. Dall’altra, invece, ci sono Lula e Lodè, che non accettano lo “scippo” sicuri che la cisterna naturale è sul proprio versante. Preoccupati, soprattutto, delle conseguenze di un eventuale «possibile indiscriminato prelievo dell’acqua del Montalbo», scrive il sindaco di Lula Mario Calia in una lettera inviata al presidente dell’Egas Sardegna Nicola Sanna, all’amministratore unico di Abbanoa Alessandro Ramazzotti, all’assessore regionale dei Lavori pubblici Paolo Maninchedda, all’assessore regionale dell’Ambiente Donatella Spano e persino alla Commissione europea e al procuratore della Repubblica del tribunale di Nuoro Andrea Garau.

«Le esternazioni continue, martellanti, di questi ultimi tempi (il riferimento è al dibattito politico di Siniscola sulla gestione delle acque, ndr), sta creando all’interno della mia comunità forte malcontento e rabbia» sottolinea Calia. «Sono intervenuto varie volte sulla pericolosità che il prelievo dell’acqua dal bacino del Montalbo. Potrebbe arrecare gravissimi danni sia all’ambiente esterno sia all’ambiente interno del massiccio calcareo. Ho sempre sostenuto, per la delusione dei politicanti di turno, che una soluzione del genere sarà impossibile da attuare».

Intanto perché il Montalbo «è un’area Sic (ossia: Sito di interesse comunitario), e dunque zona protetta e tutelata integralmente» attacca il primo cittadino di Lula.

Basti fare un esempio per capire quanto è delicato il sistema montuoso: «Nel bacino carsico – spiega Mario Calia –, da recenti studi e ricerche condotte dal professor Fabio Stoch, sono stati rinvenute otto specie di animaletti acquatici, sconosciuti al mondo della scienza, che risalirebbero a circa 30 milioni di anni!».

Perché, poi, ignorare la volontà delle «popolazioni di Lula e Lodè, fermamente contrarie a tale intervento? Il Montalbo, tramite la sorgente di Frunc’e Oche – incalza il sindaco lulese –, rilascia quotidianamente a Siniscola la bellezza di 530 litri di acqua al secondo! Vi sembra poco? Non vi basta? Siniscola riceve ogni anno dal Montalbo il 90% delle acque che custodisce... anche questo vi sembra poco?». «Di quell’acqua – spiega ancora Calia –, circa 22 milioni di metri cubi (forse anche di più) se ne vanno tranquillamente al mare! Vi sembra normale?».

«Voler prelevare una maggiore quantità d’acqua, durante la stagione turistica estiva, quando il bacino carsico è ai livelli minimi è un delitto. Immettere l’acqua in reti idriche fatiscenti e obsolete è a dir poco un suicidio: quasi il 70% va perduta. Ragioniamo?».

«L’unico punto dove concordo pienamente è che la popolazione dell’Alta Baronia ha diritto di avere, tutti i santi giorni, acqua potabile degna di questo nome. Questa è una cosa che si può risolvere senza bisogno di percorrere soluzioni fantascientifiche, irrealizzabili, a scapito dei comuni della montagna. Se non si è in grado di farlo se ne prenda atto. Noi dal canto nostro, difenderemo questo prezioso bene con tutte le nostre forze, in tutte le sedi istituzionali e se sarà il caso anche in quelle giudiziarie. Dico no, ancora una volta, ai nuovi colonialisti che stanno portando l’assalto al tempio dell’ambiente nostrano. A tal fine invito la procura della Repubblica a vigilare in modo severo, al fine di tutelare l’ambiente del Montalbo dalle mire, bramosie, speculazioni, interessi e appetiti di gente senza scrupoli».

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