La Nuova Sardegna

Nuoro

Un tuffo nel “rosso” con la sagra del vino

di Claudia Carta

Jerzu si prepara alla grande manifestazione del prossimo weekend. Sarà l’edizione numero 36

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JERZU. Un tuffo nel rosso. Quello Doc. Invecchiato al punto giusto tra sentori e profumi fruttati, morbidi e avvolgenti. Il succo della Sagra del vino è lo stesso da trentasei lunghi anni. Si scrive Cannonau. Si legge tradizione, qualità e passione.

Venerdì, sabato e domenica prossimi la vetrina jerzese si colora dei vini più prestigiosi della produzione vitivinicola locale, affidata alla cantina sociale Antichi Poderi, ma anche ai piccoli produttori privati. Non chiamatelo appuntamento estivo. Sagra del vino a Jerzu è una storia che affonda le sue radici nell'identità stessa degli jerzesi, viticoltori da sempre. È il culto della terra lavorata con sacrificio e fatica. Un’arte fare il vino, sentendolo vivo e in mutamento costante.

Deriva da qui la scelta di amministratori e organizzatori di spostare la kermesse a settembre: una scelta a lungo meditata e attentamente vagliata, al fine di preservare un capitolo storico della cultura locale, sottraendolo al calderone delle manifestazioni agostane che nascono come funghi, e donandole lo spazio che merita. Lo spazio, domenica 6, sarà quello delle tradizionali cantine nel centro storico, consueto circuito delle degustazioni enogastronomiche, alla scoperta dei prodotti tipici tra vie e piazze del centro ogliastrino, momento di aggregazione nel segno dell’ospitalità e dell’accoglienza.

Immancabile la sfilata lungo corso Umberto: 15 gruppi provenienti da tutta la Sardegna sfileranno al suono di launeddas e organetti, accanto alle 4 “tracas” di casa, vere e proprie immagini viventi della viticultura e vinificazione made in Jerzu, oltre che della produzione di pane e culurgionis. Spazio anche al concorso enologico per i produttori privati, perché ogni jerzese che si rispetti ha una cantina in cui custodire una buona bottiglia da stappare in compagnia, e alla curiosa gara di pigiatura in piazza Europa.

Notevole e di spessore la serata di sabato 5, con l’elaborazione teatrale di “Un anno sull'altipiano” di Emilio Lussu, a cento anni dall'inizio della prima guerra mondiale, a cura dell’associazione “Tra Parola e Musica - Casa di Suoni e Racconti”, con l’attore Daniele Monachella, accompagnato dalle musiche del chitarrista e compositore Andrea Congia e del suonatore di launeddas Andrea Pisu. Ancora nella tre giorni: arrampicata sportiva, visite guidate alla cantina sociale, mostre di pittura e, ovviamente, tanta musica.

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