Orgosolo, ancora disagi per l’acqua
Gli ambulatori medici a secco. Il sindaco: «La Regione faccia qualcosa per risolvere il problema»
ORGOSOLO. Anche gli ambulatori rimangono a secco. L’emergenza acqua rischia di trasformarsi in emergenza sanitaria. I disagi per il borgo barbaricino non trovano una fine, mentre si moltiplicano le proteste e gli uffici comunali vengono letteralmente assediati dalla cittadinanza stremata da una situazione incancrenita.
Nemmeno le continue segnalazioni agli uffici di Abbanoa hanno prodotto risultati. Nella maggior parte dei casi dall’amministrazione di Cagliari non arrivano risposte e quando giungono impegni ufficiali da parte dell’ente, gli stessi non sono accompagnati dai risultati attesi e dalle tempistiche promesse. La vicenda del guasto ad un dispositivo, che regola l’erogazione della preziosa risorsa ad una parte consistente dell’abitato, collocata al di sopra del corso Repubblica, sembra, ad esempio, una storia infinita, fatta di continue negligenze e reiterati rimando.
Senza che si intraveda una fine certa rispetto ad una questione, che, si era detto, avrebbe trovato un lieto fine già dal mese di luglio. Si sarebbe dovuta convogliare l’acqua dal deposito di “sa costa”, realizzato una decina di anni fa con fondi regionali e avente una portata ampia di oltre un milione di litri. Parole, alle quali non hanno fatto seguito i fatti. Assicurazioni prive di qualsiasi riscontro concreto. Nel frattempo, inoltre, una parte della linea risulta completamente usurata. Pozze e perdite si moltiplicano in varie aree dell’abitato e le richieste di intervento non sono accompagnate dai necessari lavori di ripristino. A nulla sono servite, dunque, le ripetute sollecitazioni del sindaco Dionigi Deledda, che ufficialmente e pubblicamente ha, un’infinità di volte, evidenziato le criticità, scrivendo o lanciando appelli tramite la carta stampata. Non ultima la richiesta formale di un intervento da parte del prefetto di Nuoro, chiamato ad assolvere il ruolo di mediatore nell’ambito di un tavolo di confronto, nel quale far sedere le diverse parti coinvolte.
«L’acqua, quando scorre, esce sporca dai rubinetti, le bollette riportano cifre astronomiche, i servizi erogati sono inaccettabili. Cos’altro dobbiamo sopportare prima che si faccia davvero qualcosa? – si chiede il primo cittadino. La Regione si faccia sentire – auspica Deledda – L’assessore Maninchedda richiami l’ente e si lavori verso la normalizzazione di una situazione a dir poco vergognosa».
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