La Nuova Sardegna

Nuoro

«L’acqua del Montalbo è un bene di tutti»

di Luciano Piras
«L’acqua del Montalbo è un bene di tutti»

Il sindaco di Siniscola Rocco Celentano replica alle accuse del primo cittadino di Lula sul caso delle fonti carsiche

3 MINUTI DI LETTURA





SINISCOLA. Una certezza facilmente dimostrabile: «Le preoccupazioni sulla tutela degli ecosistemi del Montalbo sollevate dal sindaco di Lula sono, e non da oggi, ben presenti nell’agenda politica degli amministratori di Siniscola». In primis di Rocco Celentano, attuale sindaco del capoluogo della Baronia, già assessore provinciale dell’Ambiente, da sempre attento alle questioni verdi, a cominciare proprio dalla catena calcarea del Montalbo.

«Nel corso di precedenti mandati amministrativi svolti presso la Provincia di Nuoro – si legge in una nota del Comune di Siniscola –, i nostri amministratori si sono adoperati per finanziare e portare a conclusione proprio quei progetti a cui fa riferimento il sindaco Mario Calia, il quale, peraltro, manifesta non poca confusione nella sua personale disamina di alcuni parametri tecnici». «Con quei progetti, la Provincia ha determinato i limiti idrogeologici per la valorizzazione delle acque sotterranee del Montalbo, così come ha portato a termine lo studio biospeleologico sulle faune ipogee, analisi che sarà assai utile per valutare i limiti ecologici di eventuali prelievi dall’acquifero carsico e, più in generale, la necessaria valutazione d’impatto ambientale dell’eventuale prelievo acquedottistico».

«Rimangono ancora da valutare, con un pozzo pilota da realizzare nella zona della grotta di Locoli – precisano Celentano e la sua squadra di governo –, ulteriori elementi fisici che consentano di approfondire gli impatti di eventuali prelievi sulla dinamica e sull’ecologia dell’acquifero. Ciò è proprio quanto si chiede alla Regione: che sia finanziato uno studio, del quale si ha già il progetto preliminare, che consenta di eliminare una volta per tutte, e nel pieno rispetto dell’ambiente, i deficit qualitativo e quantitativo che affliggono alcuni cittadini di Siniscola ma anche i tanti lulesi e lodeini che amano trascorrere le loro vacanze estive nelle loro case della costa baroniese». Da qui la premessa di fondo, da evidenziare: «L’acqua è un bene pubblico ed appartiene a tutti».

Anche il sindaco del Comune di Posada Tola – fa sapere il primo cittadino di Siniscola – condivide che l’acqua della conca di Locoli va utilizzata, previa valutazione attenta».

«Ma ciò che più sorprende delle recenti parole del sindaco di Lula – sottolinea la nota firmata da Celentano e dal resto dell’amministrazione che lo sostiene – non è tanto la bizzarra veemenza con cui viene perorata la causa della difesa dell’ambiente, peraltro condivisa dall’amministrazione di Siniscola, quanto il fatto che chi oggi si erge a paladino del Montalbo, solo qualche mese fa ha presentato un progetto, presso la Cabina di Regia per il rilancio del Nuorese, per la realizzazione di una strada che avrebbe dovuto tagliare in due lo stesso Montalbo, peraltro spacciando lo stesso progetto come un’istanza dell’Unione dei Comuni del Montalbo». Progetto bocciato, fortunatamente, «tanto era fuori da qualsiasi criterio di salvaguardia ambientale».

«Al sindaco del Comune di Lula, diciamo di mettere da parte le polemiche e, di adoperarci invece per la valorizzazione del Montalbo, procedendo alla costituzione del Consorzio del Sic del Montalbo, per il rafforzamento della coesione sociale e delle attività economiche. In tal senso si cercheranno gli strumenti per rispondere alle esigenze reali delle comunità per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva ovvero per promuovere l’occupazione». E ancoro: «Può inoltre un sindaco parlare di rispetto delle politiche ambientali e tralasciare l’inquinamento delle acque della diga Maccheronis, causato dagli scarichi dei depuratori e del riversamento di insetticidi utilizzati in agricoltura? È importante, allora, sedersi attorno a un tavolo, per una programmazione organica ed attenta dell’intero territorio delle Baronie, utilizzando al meglio il soggetto istituzionale dell’Unione dei Comuni delle Baronie, mettendo da parte i campanili ed evitando, per miopia politica, di far leva strumentalmente sul malumore dei cittadini e sui tentativi di colonizzazione. Non teniamo la testa rivolta all’indietro, guardiamo al futuro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative