L’università riparte con i nuovi corsi, al via le selezioni
Sessanta i posti in Scienze forestali e 30 per infermieristica Aperte le iscrizioni a Giurisprudenza e Scienze giuridiche
NUIORO. Iscrizioni ai corsi di laurea, ai dottorati di ricerca e avvio delle selezioni nel Consorzio universitario della Sardegna centrale. Il primo in lista è l’appuntamento con la prova di ammissione ai 60 posti per il corso di laurea triennale in Scienze forestali e ambientali, prevista per il 15 settembre (ore 10) nei locali di “Sa Terra Mala”. C’è tempo per iscriversi sino a lunedì 7. Mentre sono scaduti i termini per gli studenti interessati a frequentare la “triennale” di Infermieristica. La scuola è promossa dalla facoltà di Medicina e Chirurgia di Cagliari. A breve la selezione che dovrà assegnare i 160 posti totali, 30 dei quali confermati per la sede di Nuoro. Una concorrenza che non si annuncia semplice viste le numerose domande pervenute alle due segreterie. Niente paletti numerici, ancora una volta, nell’ambito degli indirizzi giuridici. La novità dell’anno in avvio è lo sdoppiamento della laurea triennale in Scienze dei Servizi giuridici. Confermato l’indirizzo classico in Servizi per l’amministrazione, parte anche la specializzazione in Servizi giuridici per l’ambiente e il patrimonio culturale. Mentre si rinnova per la seconda annualità l’indirizzo classico (o a ciclo unico) di Giurisprudenza, con lezioni in video-conferenza nella sede di via Salaris. Per entrambi i corsi di laurea iscrizioni aperte sino al 23 ottobre. Prima però (anche se il passaggio è facoltativo) ci si potrà iscrivere a un test di valutazione per capire il grado di conoscenze dell’allievo: entro il 12 ottobre adesioni per i due indirizzi in Servizi giuridici (con test anche a Nuoro, due giorni dopo) e il 13 ottobre per la facoltà di leggi, la cui verifica si svolgerà il giorno 15 (ore 11) a Sassari, nelle aule di viale Mancini. Chi partecipa e supera la prova acquisisce dei crediti, chi si astiene parte con un handicap di punti, ma in ogni caso non ha da temere alcunché rispetto al diritto di frequentare l’uno o l’altro corso di laurea. Le notizia che arrivano dalla segretaria di via Salaris parlano di un interesse elevato da parte di chi ha appena conseguito il diploma e di qualche potenziale studente maturo che pensa di abbinare al lavoro la frequenza dell’università. Questo soprattutto per gli indirizzi giuridici. Lo conferma Fabrizio Mureddu, da luglio nuovo commissario dell’ente al posto della dimissionaria Caterina Loi: «C’è una moderata fiducia sul mantenimento di una condizione già positiva, sia come facoltà, sia come iscritti. E questo pur in una situazione complessiva che per l’università italiana è difficile, per via della crisi e le poche prospettive di lavoro. Anzi, per certe versi la recessione favorisce le sedi territoriali come Nuoro, accessibili senza avere costi di locazione o mensa». Il giudizio di Mureddu tiene conto anche dei master, a iniziare dai tre annuali, in Politiche per lo Sviluppo locale, gemmato da Cagliari, e i due di Sassari in Diritto per l’economia nella cultura e l’arte (Deca) e in Area critica ed Emergenza sanitaria. Corsi con una settantina di iscritti che in autunno conseguiranno il titolo. Fare meglio e specializzare ancora di più la didattica è tuttavia uno dei punti del mandato di Mureddu. Manca all’appello infatti il traguardo di legare in maniera piena l’università al territorio. E questo soprattutto per quanto riguarda l’indirizzo forestale e ambientale, messo in comunicazione nei programmi con la realizzazione del parco del Gennargentu e della scuola forestale, quest’ultima ora con molte possibilità di decollare. Questioni che dovrebbero entrare nel tavolo tematico sull’Università, dentro il progetto generale della Regione per le zone interne: «Ci sono già stati degli incontri e si lavora a un rilancio di quell’idea iniziale», fa sapere Fabrizio Mureddu. Una strategia da rivitalizzare, dunque, dove entra anche il discorso sulla stabilità dei fondi: nel 2014 sono stati ridotti da 2 milioni e 700mila a poco più di un milione e 900mila euro, con tranche ancora chiuse nelle casse della Regione.
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