Confindustria a Renzi: «Venga anche qui»
Il presidente Bornioli invita il premier. «Così conoscerà da vicino i problemi che affliggono il territorio»
NUORO. «Signor presidente venga a Nuoro». Al rivolgere l’invito al premier Renzi, è il presidente di Confindustria Sardegna centrale Roberto Bornioli. Che in una lettera indirizzata al presidente del consiglio dei ministri riassume tutta la sua preoccupazione per la grave crisi che da tempo attanaglia la Sardegna centrale, «isola nell’isola, territorio che soffre gravissimi ritardi che frenano lo sviluppo e la possibilità di nuovi investimenti produttivi». In occasione della sua visita a Olbia, nel giugno scorso, Renzi aveva assunto l’impegno di ritornare in Sardegna a settembre. Approfittando di quell’impegno e anche dell’annunciato tour nelle cento città italiane, Bornioli invita il presidente per invitarlo anche a Nuoro per approfondire direttamente i temi cruciali che affliggono il territorio «con l’auspicio che le ragioni del malessere economico e sociale della Sardegna centrale, siano presto oggetto di interventi concreti di rilancio». E a proposito delle emergenze, riferisce che l’associazione degli industriali condivide l’iniziativa del presidente Pigliaru che ha presentato al Governo un Dossier Sardegna nell’ambito del quale ha sollevato il tema cruciale dell’insularità, indicando tra le principali criticità l’energia, le infrastrutture e i trasporti, «tutte questioni prioritarie anche per la Sardegna centrale», sottolinea Bornioli. Il presidente di Confindustria evidenzia come il Nuorese e l’Ogliastra siano le ultime province in Italia per dotazione infrastrutturale, così come registrato da anni dall’Istituto Tagliacarne. «Nel centro Sardegna – spiega Bornioli – è in atto da tempo un progressivo processo di desertificazione industriale che non è stato accompagnato da idonee politiche di riconversione e di rilancio. A ciò si aggiungono le problematiche delle zone interne, penalizzate da un grave declino demografico, economico e sociale e dal progressivo abbandono dello Stato dai centri periferici. Desta forte preoccupazione per esempio la chiusura di molti uffici pubblici, e il futuro ancora incerto della Camera di commercio di Nuoro. Siamo certamente favorevoli ai processi di razionalizzazione e riorganizzazione della pubblica amministrazione ma è opportuno che le riforme tengano conto delle specificità geografiche ed economiche di ciascun territorio».
Bene ha fatto, secondo Confindustria, la giunta regionale a promuovere il riconoscimento a livello nazionale dello stato di grave crisi per alcune aree in Sardegna, tra cui il Nuorese e l’Ogliastra. «Auspichiamo che il Governo faccia adesso la sua parte dando gambe alla proposta e mettendo in campo misure concrete finalizzate a ridurre il gap di competitività e innescare nuovi processi di sviluppo», prosegue Bornioli. Confindustria dal canto suo, non starà con le mani in mano. Perché l’obiettivo da sempre annunciato «è risolvere i problemi presentando alcune proposte costruttive e concrete. Siamo certi – conclude Bornioli – che la nostra richiesta di collaborazione non sarà letta come una sterile lamentela ma come una testimonianza diretta delle difficoltà oggettive che i nostri imprenditori toccano con mano tutti i giorni». (t.s.)
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