Cortes apertas, riflettori puntati su Bitti
L’assessore alla cultura Ivana Bandinu: «È l’entusiasmo dei protagonisti che determina il successo»
BITTI. Bitti ha dato il “la” alla 15ª edizione di Autunno in Barbagia-Cortes apertas. Tre giornate che animeranno il centro storico del paese conosciuto in tutto il mondo per il canto a tenore, per la genuinità dei sui prodotti di eccellenza come il pane carasau, le salsiccie, il formaggio pecorino e siti archeologici unici nel Mediterraneo come Romanzesu.
«Quest’anno abbiamo iniziato le riunioni propedeutiche in anticipo rispetto agli altri anni – ha detto l’assessore alla Cultura Ivana Bandinu – e il programma è scaturito dalle proposte e suggerimenti che i singoli operatori hanno avanzato durante le stesse; tutti soggetti che vivono e operano a Bitti 365 giorni all'anno. È importante sottolineare questo aspetto – ha proseguito – perché è dall’entusiasmo e dalla partecipazione “operativa” di ogni singolo protagonista che si determina il successo e la buona riuscita della manifestazione, siano essi artigiani, commercianti, operatori turistici, associazioni socio-culturali. Aggiungo anche che vanno bene le critiche che in queste occasioni non mancano mai e generano accesi dibattiti – ha proseguito Ivana Bandinu – purché siano volte a migliorare l'offerta globale del paese e alla sua crescita, con la speranza che le proposte si tramutino in fatti concreti». Il tratto caratterizzante di Autunno in Barbagia, la sua unicità, risiede proprio nel fatto che la sostanza scaturisce e si elabora per la stragrande maggioranza dei casi dal basso, con l’amministrazione locale che promuove l’iniziativa generale, mettendosi a disposizione dei soggetti con l’apparato tecnico-logistico per il supporto alle singole iniziative.
All’Aspen l’importantissimo compito di coordinare il tutto sia dentro che fuori il territorio dei 28 comuni interessati, e far rientrare la manifestazione nei grandi flussi turistici, intercettando se possibile quelli provenienti dall'estero. Ma a Bitti, un paese con profonde radici culturali e antiche tradizioni come peraltro in tutta la Barbagia, Autunno in Barbagia-Cortes apertas non è e non può essere solo marketing e bussiness. Soffermarsi esclusivamente su questi aspetti, per quanto importantissimi è riduttivo. In questo circuito turistico-culturale più unico che raro per la sua tipicità, alberga una caratteristica che va al di là delle grandi potenzialità e ricadute economiche. È ciò che ci lega e ci rinsalda con i centri storici dei paesi dell’interno, una luce che si accende sulla vita e le tradizioni più vere e genuine. Un tratto che ne amplifica ulteriormente le grandi qualità antropologiche e sociali. Cose dal valore inestimabile che se tutelate e valorizzate a dovere possono contribuire tanto; non solo ad arginare l’inesorabile spopolamento dei comuni dell’interno, ma anche ad impostare un futuro dove si possa ancora vivere, e bene, all’insegna delle ricchezze ambientali, gastronomiche, folkloristiche e culturali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
