La “buona scuola” fa scomparire quattro classi serali
Macomer, proteste all’Amaldi: alunni abbandonati Si teme che si tratti solo del primo di una serie di tagli
MACOMER. L’organico di diritto prevedeva 60 alunni e quattro classi, ma con l’organico di fatto le classi sono scomparse e con esse i corsi serali dell’Istituto professionale “E Amaldi” di Macomer, che comprendevano anche il corso per tecnici della moda, quello che forma sarti in grado di “inventare” e realizzare un abito, figure professionali molto richieste dalle aziende di abbigliamento. Gli alunni probabilmente ci sono ancora, ma non sapranno che pesci prendere, dato che per ora le loro classi non ci sono più. Poco importa se una quarantina avevano già iniziato a frequentare negli anni scorsi e dovevano ancora completare il corso di studi. La “buona scuola” non guarda in faccia nessuno, neppure gli utenti ai quali, sulla carta, dovrebbe essere destinata. Chi fa gli organici è l’Ufficio scolastico provinciale. In molti sperano che chi li ha predisposti abbia preso un abbaglio e che si possa rimediare. L’organico di diritto, che prevedeva le classi delle serali, viene calcolato matematicamente sulla base degli iscritti e tenendo conto del numero di alunni per classe. L’organico di fatto è quello che corrisponde all’effettiva realtà della scuola. In questo caso non si capisce perché abbia cancellato un intero corso serale frequentato anche da diversi adulti, persone che lavorano e che vorrebbero migliorare la loro posizione professionale, ma anche casalinghe alle quali non è stata offerta la possibilità di una formazione da giovani e hanno colto l’opportunità di formarsi con sacrificio da adulti. Sacrifici resi vani da una scelta incomprensibile, più meno come quella di far cambiare indirizzo ad alcuni studenti iscritti a una prima del liceo delle scienze umane con 29 alunni di cui due disabili. I presupposti per sdoppiare la classe c’erano tutti, ma per evitarlo ne sono stati dirottati sette su altri corsi. Anche questo è “orientamento”. La mancata attivazione del corso serale all’Istituto professionale preoccupa perché potrebbe essere solo l’inizio della cancellazione di altri corsi e indirizzi di studio. L’anno prossimo potrebbe essere la volta dei corsi serali dell’Itc e questo crea allarme. «Sui corsi serali dell’Istituto professionale ci siamo già attivati – dice l’assessore comunale alla pubblica istruzione, Tiziana Atzori, – è assurdo sopprimere corsi che si sono rivelati utili. L’Ufficio scolastico dovrà darci spiegazioni. Chi li frequentava ha speso tempo e impegno e si ritrova ora con un pugno di mosche. È un corso che va difeso e siamo pronti a farlo anche perché è legato all’offerta del polo tecnico professionale che contiamo di istituire presto. Come istituzione ci siamo già attivati per evitare una nuova perdita».
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